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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Gennaro Aprea (del 26/06/2011 @ 17:09:34, in L) Zero-carbonio, cliccato 706 volte)
ANCORA RIFIUTI A NAPOLI
 
Qualche giorno fa un mo cugino napoletano mi ha inviato un video che è un esempio ed una dimostrazione di cosa stanno facendo numerose persone (ricordo la frase del Presidente del Consiglio dei Ministri dopo la perdita alle elezioni amministrative: “napoletani la pagherete cara!” o giù di lì) per boicottare il nuovo Sindaco Luigi De Magistris, ai quali si è aggiunta la Lega Nord, come ben sapete..
Abbiamo sentito e visto in televisione i distruttori di sacchi e piromani coperti da cappucci per non farsi riconoscere, pagati da politici e/o mafiosi, ai quali si sono aggiunti  numerosi cittadini esasperati.
Perciò vi racconto cosa si vede in quel video (se qualcuno lo vuole - circa 6 minuti - lo posso mandare via e-mail). La ripresa è stata realizzata dall’alto, probabilmente da una finestra di una casa privata.
-          località: una strada non identificata di Napoli con un mucchio di rifiuti urbani in parte sul marciapiedi intorno a dei cassonetti pieni e in parte sulla strada stessa
-          ore di notte profonda, senza passaggio di pedoni o veicoli
-          arriva un carrello con benna di carico seguito da un camion che dovrebbe ricevere i rifiuti raccolti dal carrello
-          il camion si ferma ed il carrello inizia ad operare: raccoglie i rifiuti sulla strada e, invece di versarli nel cassone del camion, li ammonticchia sopra il mucchio del marciapiede; questa operazione continua per vari minuti; poi il carrello solleva i cassonetti (5 o 6) e li svuota sullo stesso mucchio che aumenta di volume; il camion è sempre fermo e vuoto
-          dopo qualche minuto l’operazione boicottaggio è terminata ed i due automezzi si allontanano
A seguito di alcune conversazioni telefoniche con le quali ho commentato il fatto con mio cugino ed un’altra cugina, quest’ultima mi ha invitato a scrivere una lettera a De Magistris i cui vi allego copia qui di seguito:
 
Rodano, 25 giugno 2011
 
Egregio Signor
Dr. Luigi De Magistris
Sindaco di Napoli
 
 
Egregio Signor Sindaco,
sono un napoletano emigrato al Nord da molto tempo che si occupa di energia da 55 anni e di ambiente da più di 30. Sono stato Assessore all’Ecologia nel mio piccolo Comune in Provincia di Milano (4500 abitanti) che ha raggiunto il 75% di raccolta differenziata (per noi sono stati necessari 10 anni per arrivare al 50% partendo da zero), come d’altra parte sono riusciti a fare – anche meglio - numerosi altri Comuni del napoletano e della Campania.
Ho molto a cuore la situazione di Napoli e sono toccato penosamente dalla situazione attuale e per tutte le conseguenze negative perché amo la nostra città pur vivendo lontano.
Mi permetto quindi di fare alcuni commenti, anche critici, su ciò che si potrebbe e dovrebbe fare.
1)      mi rendo perfettamente conto che ella è pesantemente boicottato da più parti per ragioni politiche e dalla camorra e suoi accoliti
2)      sono stato sorpreso dalla sua iniziale dichiarazione dei 5 giorni; non avrebbe dovuto dire niente: penso che in questi casi non si può più parlare di cifre perché sembra che si continui a fare politica elettoralistica alla Berlusconi. Invece occorre parlare di cose concrete, perché togliere i rifiuti è impossibile da realizzare in pochi giorni…e doveva immaginarselo. Forse è stato mal consigliato
3)      La mia esperienza nel campo mi porta a dire che in Italia la maggior parte delle persone che si occupano direttamente o indirettamente di questo settore, cominciando dai dirigenti collaboratori dei Sindaci all’interno di ogni Comune, conosca poco, anche per provincialismo  – o per mancanza di voglia di conoscere – le realtà virtuose che hanno risolto il problema dell’aumento dei rifiuti in molti posti nel mondo, dovuto all’eccesso dei consumi provocato dalla comunicazione di marketing che ha spinto e spinge il consumatore ad acquistare e a sprecare.
4)      Pochi esempi europei. In Italia la grande maggioranza dei rifiuti è smaltito in discariche. In Svizzera non esistono discariche; il 100% del “secco”, cioè della parte non riciclabile, è un ottimo combustibile per produrre energia calorica per il riscaldamento o la produzione di energia elettrica nei numerosi termovalorizzatori senza che ciò provochi alcun inquinamento perché la tecnologia avanzata ha risolto questi problemi; naturalmente ciò si può fare se la indispensabile raccolta differenziata è attivata al meglio con alte percentuali; il pagamento della TARSU è commisurata alla quantità di rifiuti conferita dai cittadini ai raccoglitori, i quali considerano anche la frequenza ed il volume dei rifiuti ritirati. Situazioni simili esistono anche in Germania, Svezia ed in altri paesi virtuosi. Quindi quei cittadini hanno tutto l’intereresse a diminuire i rifiuti (al limite numerose persone creano il “compost” sui balconi con i loro rifiuti organici/umido” per concimare i propri fiori); per non parlare degli imballaggi (quanti sono quelli inutili nei nostri acquisti!). I risultati sono una netta diminuzione dei volumi e del peso dei rifiuti e quindi dei costi per le aziende di raccolta che significa diminuzione di quelli comunali.
5)      Nel mio Comune, dove si paga secondo la legge italiana dei mq, quando fu raggiunta la quota del 50% di differenziata, la TARSU fu diminuita del 40% ed oggi, pur essendo aumentata, pago 567 Euro l’anno contro 1,5 milioni di lire di 15 anni fa per 400 mq di abitazione e box con 800 di giardino. La ragione è che il Comune vende le materie seconde della differenziata e incassa denaro per le casse comunali.
È chiaro che per fare questo è necessaria la cultura che nessuno dei suoi predecessori ha avuto e riversato sui cittadini, quei napoletani che l’hanno giustamente votato e che ora hanno cominciato anche a criticarla. Mi rendo conto che un progetto del genere non sia facile da realizzare, però è assolutamente necessario pensare in grande, subito. E lo si può fare a Napoli.
Se fossi più giovane – ho 80 anni – le proporrei di darle un mio contributo gratis.
Le auguro tutto il bene ed il successo possibile e la saluto cordialmente.
                                                                                 
Gennaro Aprea
 
Per concludere ho due sottolineature da fare:
1)     i miei due cugini napoletan i che si occupano e si preoccupano di questa situazione nella città dove vivono, non sapevano niente della Svizzera, Germania, ecc. e nessuno dei loro conoscenti ne sa niente
2)     se avessi la possibilità, soprattutto finanziaria, noleggerei alcuni grossi camion per riempirli dei rifiuti industriali nocivi e pericolosi che gli industriali della Padania hanno trasportato e abbandonato sui terreni agricoli campani avvelenandoli, terreni dove si coltivano frutta, verdura, erba che è il foraggio dei bovini (compresi i bufali) che producono latte con i quali si fanno formaggi, compresa la mozzarella che poi viene acquistata e gustata anche dai padani
 
 
Di Gennaro Aprea (del 19/06/2011 @ 19:36:30, in L) Zero-carbonio, cliccato 663 volte)
CHI SA QUALCOSA DI ENERGIA?
 
Stamattina a Radio 3 ho sentito, come quasi ogni giorno riesco a fare, Prima Pagina con il giornalista di turno settimanale Gianni Barbaceto del Fatto Quotidiano. Dopo la consueta rassegna si sono avvicendati gli ascoltatori che pongono domande o commentano i fatti de giorno.
 Uno di essi (non ho afferrato il suo nome) ha affermato che a partire da domani a Vienna numerosi rappresentanti dei governi europei ed extraeuropei, discuteranno per 4 giorni i problemi del futuro dell’energia nel mondo dopo che numerosi stati hanno deciso direttamente o su “istanza dei cittadini”, che il nucleare non sarà la fonte energetica che farà diminuire l’uso delle altre fonti inquinanti (carbone, petrolio e gas) e quindi l’aumento delle malattie mortali e del grave deterioramento del clima con l’aumento della temperatura terrestre. L’ascoltatore ha affermato che i giornali e gli altri media non ne avevano parlato ed anche Barbaceto ha confermato di non aver notato sui giornali odierni alcun accenno. Ma la cosa più grave – ha detto l’ascoltatore - è che nessun rappresentante del governo italiano sarà presente; solo un ricercatore dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale) che sicuramente non può sostituire né intervenire al posto di alcun rappresentante dell’Esecutivo.
Si vedrà se i media domani diranno qualcosa ma, così come lo abbiamo appreso, è manifestamente un’assenza grave di una maggioranza di governo che discuta su ministeri al nord oppure no…..e di altre cose meno importanti per tutti noi..
 
Di Gennaro Aprea (del 10/06/2011 @ 10:23:37, in L) Zero-carbonio, cliccato 782 volte)
PARLIAMO DI NUCLEARE
 
Giovedì 2 giugno ho seguito la trasmissione AnnoZero condotta dal sempre scoppiettante Michele Santoro; il titolo “E io voto?” (si parlava del referendum pro o contro il nucleare) era molto attraente, specialmente per me che sono un ambientalista convinto.
Per salvaguardare la “par condicio” c’erano vari personaggi dei due fronti opposti che si sono dimostrati come al solito molto aggressivi, l’un contro l’altro armato; ed il bravo Michele li stuzzicava altrettanto bene. Ve li enumero (non in ordine d’importanza né alfabetico) perché è utile ai fini delle mie conclusioni.
-          L’affascinante Daniela Santanchè (PDL) Sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio
-           Ignazio Marino, medico chirurgo di grande fama e Presidente della Commissione Sanità della Camera dei Deputati (PD)
-          Chicco Testa, Presidente del Forum Nucleare (nel 1987 contro il nucleare, oggi a favore)
-          Franco Battaglia, Professore di Chimica all’Università di Modena e Reggio Emilia
-          Giuseppe Onofrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia
Sono intervenuti anche un appassionato Adriano Celentano ed il giornalista Marco Travaglio del “Fatto quotidiano”, con il suo abituale editoriale.
Tutti questi personaggi si sono dimostrati all’altezza della loro fede politica ed economica per partito preso, ma hanno anche dimostrato di non saper guardare al di là del loro giardinetto provinciale dell’Italia, specialmente quelli che erano contro il nucleare.
Credo che quelli a favore del nucleare non abbiano toccato gli argomenti che enumero qui di seguito non tanto per non darsi la zappa sui piedi, ma soprattutto perché ho l’impressione che ne sapessero poco o niente.
Qualche esempio:
-          Nessuno ha accennato al fatto che in Germania il governo ha deciso di soprassedere al programma di energia nucleare e di chiudere tutte le centrali nucleari esistenti sostituendo e coprendo il fabbisogno energetico con le fonti alternative (sole, vento, maree, ecc.) che al 2040 copriranno l’80% del fabbisogno
-          Nessuno ha accennato che la Svizzera il 25 maggio (notizia fresca fresca e difficilmente dimenticabile) ha fatto la stessa cosa decidendo nel Parlamento con 126 voti contro 64 di chiudere le loro 5 centrali (che vendono parte della loro energia elettrica di surplus all’Italia) entro il 2034
-          Nessuno ha accennato che la Gran Bretagna è sulla stessa strada e che il governo ha deciso che nel 2050 l’80-90% del fabbisogno energetico sarà prodotto da energie rinnovabili
-          Nessuno ha parlato dell’accordo fra i paesi che si affacciano sui mari Nero, Baltico e Atlantico di costruire campi eolici marini tali da sostituire 20-25v centrali nucleari di ultima generazione, cioè di 4/5000 MW ciascuna)
-          Nessuno ha menzionato la Terza Rivoluzione Industriale dell’economista statunitense Jeremy Rifkin, consulente di vari governi europei ed anche del Sindaco di Roma Alemanno (per saperne di più cliccare sul link in fondo ad uno dei miei primi articoli della Sezione “Zero Carbonio” intitolato “Le soluzioni ai problemi dell’energia e dell’ambiente” del 6 marzo 2009)
-          Nessuno ha menzionato le ragioni del fisico nucleare Emilio Del Giudice sull’inopportunità di ottenere energia da centrali nucleari perché il relativo costo, oltre a non prevedere gli alti costi del necessario aumento della sicurezza per evitare la continua radioattività nell’acqua e nell’aria circostanti e l’impossibilità di risolvere i problemi delle scorie, non tiene conto di quelli necessari alla chiusura delle centrali alla fine della loro vita (20-30 anni). Questo costo, secondo Del Giudice, è doppio rispetto a quello della costruzione delle centrali stesse (vedi www.youtube.com/emiliodelgiudice
-          Nessuno dei “contro il nucleare” ha menzionato che la decisione del governo Berlusconi di tornare al nucleare risale a prima del governo Prodi dal 2006 al 2008, quando, su istanza dell’allora Presidente Bush, si fece convincere che fosse meglio non legarsi troppo alla Russia con il gas (Wikileaks) per motivi politici e di invasione dei mercati europei e delle fonti nord-africane da parte del grande paese “nemico”
-          Nessuno ha menzionato che i professori universitari Mark Delucchi e Mark Jacobson (USA) hanno creato un piano per soddisfare il fabbisogno energetico mondiale usando solo fonti alternative e rinnovabili. Questi scienziati hanno dimostrato che, comparando l’efficienza di ogni sistema di produzione di energia con i relativi benefici ambientali e sanitari, il vento, il sole la geotermia e l’acqua (maree, correnti marine e fluviali, compreso l’idroelettrico) possono soddisfare le necessità del pianeta entro la fine del 2030. In particolare, nel loro scenario il 90% potrebbe arrivare dall’eolico e dal solare,il 4% dalla geotermia, un altro 4% dall’idroelettrico ed il 2% dalle maree e dalle onde (dall’articolo di Carola Frediani sull’Espresso del 3 marzo 2011). Io sono in possesso degli scritti dei due scienziati solo in inglese e li metto a disposizione per gli interessati.
In conclusione tutti i partecipanti hanno dimostrato di non saper affermare le loro tesi se non per passione politica o forse per reconditi interessi economici o convinzioni superate.
Ma il peggio è che questa trasmissione dove hanno parlato persone importanti e conosciute, non ha fatto’ altro che confondere le idee degli ascoltatori che sentono tesi contrastanti enunciate da questi VIP, con il pericolo concreto di fargli venir la voglia di mandare tutti a quel paese e fregarsene di andare a votare.
Mi auguro che Il buon Michele, quando non sarà più legato alla “par condicio” con il nuovo datore di lavoro, inviti persone competenti e obiettive quando si trattano problemi seri come le decisioni di votare si o no in un referendum come questo, che non sono affatto referendum politici, ma riguardano la vita e la salute nostra e dei nostri discendenti.
 
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