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\\ Home Page : Storico : M) Satira e Umorismo (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Gennaro Aprea (del 31/10/2011 @ 11:45:29, in M) Satira e Umorismo, cliccato 588 volte)
 
RISUS ABUNDAT IN ORE STULTORUM
 
Da luglio fino ad oggi in tutto il mondo centinaia di giornalisti, politici, economisti, esperti più o meno veri, hanno scritto articoli, hanno parlato in TV e alla radio, scritto lettere sui vari piani finanziari, sul commissariamento del nostro governo da parte della BCE e del Consiglio Europeo.
Mi era dunque ben chiaro che, di fronte a tanta competenza, non mi era lecito intervenire sul mio piccolo blog che conta poco e che è seguito da relativamente poche persone.
Quindi mi sono dedicato (e divertito) a seguire le varie espressioni delle facce di tutte queste persone “importanti” di ambedue le parti, facce che ho visto sugli schermi delle varie TV, ma che ho immaginato senza tema di sbagliarmi leggendo il tono dei loro scritti o ascoltandoli alla radio: ironici, incazzati, commiserevoli, divertiti e sorridenti, ecc. In particolare ho seguito le facce di Berlusconi che durante la scorsa estate spesso erano buie, con qualche sprazzo di serenità quando le fiducie in Parlamento erano a suo favore, dopo i numerosi passi falsi di votazioni in cui il governo “era andato sotto”.
Da settembre in poi la frequenza dei sorrisi si è accentuata – e così quella dei suoi scagnozzi-cortigiani - perché l’Europa aveva accettato i suoi vari “compitini” portati dinanzi al Consiglio sui quali aveva avuto la sufficienza, salvo beninteso dimostrazione di applicazione con risultati profittevoli.
Però ci sono ancora alcune cose che non mi so spiegare, a parte le frasi dette sull’Euro, rimangiate dopo poche ore con la solita scusa della “cattiva interpretazione” o dall’aver “travisato” le sue parole; a parte le ultime prese di posizione contro Bini Smaghi il quale non “obbedisce” agli accordi Sarkozy-Berlusconi di dimettersi perché ci deve essere un francese nel Consiglio della BCE, accordo che non sta né in cielo né in terra dato che questo organismo europeo è da sempre indipendente da qualsiasi governo degli stati membri dell’UE.
La cosa che più di altre non mi so spiegare, è la ragione del perché il Nostro sorride con sempre maggior frequenza mentre tutti lo attaccano in tutto il mondo considerandolo uno scemo, incompetente come quasi tutti quelli di cui si è circondato, compreso il suo fidato, fino a qualche tempo fa, ministro del Economia che di economia ne sa poco..
Io mi sono occupato di problemi economici per una vita ed ho ascoltato con maggiore attenzione più di un economista italiano e straniero affermare che la famosa “lettera” di buone intenzioni presentata al Consiglio Europeo contiene delle azioni politiche per lo sviluppo economico che non fanno sviluppare un bel niente e che queste azioni invece dovrebbero essere esattamente il contrario perché, così come sono, favoriranno la recessione. Ed è questo che mi fa’ più paura, non tanto per me, ma per tutti gli italiani, specialmente i giovani.
Allora come la mettiamo? “Stultus” in latino significa “stolto”, cioè (dal dizionario degli omonimi di Zanichelli) : scemo, stupido, imbecille, idiota, cretino, deficiente, tonto, gonzo, babbeo.
Io ritengo che il continuo ridere con 64 denti, alzare la mano con il saluto fascista, intervallato da qualche lenta chiusura delle dita sul palmo a mo’ di saluto comunista col pugno chiuso, sempre circondato da 5 gorilla ben piazzati e attentissimi, questo ridere dunque sia dovuto a pura demenza, quella di quelle persone – anche di altri politici - che stanno andando o sono vicini ad essere fuori di testa per morbo di Alzheimer, specialmente quando affermano che la legislatura finirà regolarmente nel 2013. Ciò evidenzia il fatto che non capiscono niente, soprattutto che ora non dipende più unicamente dal Parlamento e da quelli che li hanno appoggiati finora.
Aveva ben ragione Veronica a dire che era un uomo malato, ma non solo di sesso!
-          Ci sarà pure qualcuno dei suoi che è un po’ meno fuori di testa e che possa aiutarci a mandarlo in pensione al più presto?
-          Oppure aspetta che intervengano pesantemente e direttamente l’Europa, gli USA e la Cina?
-          Si è forse dimenticato delle sue giovani “badanti” nelle serate ad Arcore e palazzo Grazioli?
Sono certo che lo curerebbero amorevolmente.
E non si preoccupi per noi italiani, quando afferma che non c’è nessuno al di fuori di lui che possa salvare l’ Italia, ……..ci sarebbe per esempio anche un Matteo Renzi, basterebbe e avanzerebbe!
 
PS – mettendo da parte la satira per una riflessione seria, considero che la grave crisi finanziaria ed economica che tocca non solo la Grecia, l’Italia, la Spagna, il Portogallo ed anche paesi apparentemente meno coinvolti, penso che essa potrà essere l’occasione per l’avvio di una politica economica comunitaria “super partes” la quale potrebbe essere la base per una decisione di effettivo orientamento verso un’unione politica.
 
Di Gennaro Aprea (del 04/10/2011 @ 19:32:06, in M) Satira e Umorismo, cliccato 457 volte)
TOLERANCE
 
Il titolo è in inglese perché l’autore del testo è australiano, Derek C, (ometto il cognome): mi auguro che vi divertirete ad immaginare se queste “tolleranze” possano essere applicate in Italia….. Sarebbero oggetto di una buona legge di riforma promossa da qualche partito… non so quale.
Ed ecco la traduzione più letterale possibile scritta anche per chi non conosce l’inglese:
 
“Sono sinceramente perplesso per come molti dei miei amici siano contro la costruzione di un’altra moschea a Sidney.
Io credo che questo dovrebbe essere un obiettivo di ogni australiano che voglia essere tollerante.
Quindi la moschea dovrebbe essere permessa nell’intento di promuovere la tolleranza.
Per questa ragione propongo anche che due nightclub dovrebbero essere aperti vicino alla Moschea, promuovendo anche la tolleranza dentro la moschea.
Potremmo chiamare il primo dei due club, che sarebbe per i gay, “The Turban Cowboy”; e l’altro, un topless bar, “You Mecca me hot”[1]..
Lì vicino ci dovrebbe essere un macellaio specializzato in carni di maiale con adiacente barbecue delle stesse carni in un ristorante all’aperto, il cui nome è “Iraq o’ ribs” (costate)[2]..
Dall’altra parte della strada, cioè di fronte, ci potrebbe essere un negozio di biancheria intima (per signora) col nome “Victoria keeps nothing secret” (Vittoria non nasconde niente) con modelle in vetrina che indossano i prodotti.
Accanto al negozio di biancheria intima ci potrebbe essere un negozio di giochi sessuali per adulti “Koranal Knowledge”[3] ed il suo nome illuminato da neon intermittente, e di fronte un negozio di liquori, “Morehammered” (letteralmente:”più battuto” con similitudini con il Profeta).
Tutto ciò incoraggerebbe i mussulmani a dimostrare la tolleranza che chiedono a noi, così il problema della moschea sarebbe risolto.
Se siete d’accordo con la promozione della tolleranza e pensate che questo sia un buon piano, passatelo avanti…..”
 
 
 


[1] Qui c’è un gioco di parole basato sulla pronuncia: Mecca è la città santa dell’islamismo in Arabia Saudita, e la pronuncia di “mi fai diventare caldo, in questo caso mi ecciti, scritto in inglese “make me hot” è: pronunciato “ mek mi hot”
[2] La griglia sulla quale si pone la carne, “rack”, ha una pronuncia simile allo stato medio-orientale
[3] Da notare il gioco di parole: “conoscenza Koranale”
 
Di Gennaro Aprea (del 01/10/2011 @ 19:06:27, in M) Satira e Umorismo, cliccato 398 volte)
LA CRISI DEGLI ASINI
 
Questa storiella mi è stata mandata da una cara amica, si chiama Gabriella Campioni, ottima e seria intellettuale dalla quale ho appreso molte cose durante i molti anni di frequentazione. Mi ha permesso di inserirla nel blog per far sorridere (e pensare) i lettori).
 
Un uomo in giacca e cravatta è apparso un giorno in un villaggio. In piedi su una cassetta della frutta, gridò a chi passava che avrebbe comprato a € 100 in contanti ogni asino che gli sarebbe stato offerto. I contadini erano effettivamente un po' sorpresi, ma il prezzo era alto e quelli che accettarono tornarono a casa con il portafoglio gonfio, felici come una pasqua. L'uomo venne anche il giorno dopo e questa volta offrì 150 € per asino, e di nuovo tante persone gli vendettero i propri animali. Il giorno seguente, offrì 300 € a quelli che non avevano ancora venduto gli ultimi asini del villaggio. Vedendo che non ne rimaneva nessuno, annunciò che avrebbe comprato asini a 500 € la settimana successiva e se ne andò dal villaggio. Il giorno dopo, affidò al suo socio la mandria che aveva appena acquistato e lo inviò nello stesso villaggio con l'ordine di vendere le bestie 400 € l'una. Vedendo la possibilità di realizzare un utile di 100 €, la settimana successiva tutti gli abitanti del villaggio acquistarono asini a quattro volte il prezzo al quale li avevano venduti e, per far ciò, si indebitarono con la banca. Come era prevedibile, i due uomini d'affari andarono in vacanza in un paradiso fiscale con i soldi guadagnati e tutti gli abitanti del villaggio rimasero con asini senza valore e debiti fino a sopra i capelli. Gli sfortunati provarono invano a vendere gli asini per rimborsare i prestiti. Il corso dell'asino era crollato. Gli animali furono sequestrati ed affittati ai loro precedenti proprietari dal banchiere. Nonostante ciò il banchiere andò a piangere dal sindaco, spiegando che se non recuperava i propri fondi, sarebbe stato rovinato e avrebbe dovuto esigere il rimborso immediato di tutti i prestiti fatti al Comune. Per evitare questo disastro, il sindaco, invece di dare i soldi agli abitanti del villaggio perché pagassero i propri debiti, diede i soldi al banchiere (che era, guarda caso, suo caro amico e primo assessore). Eppure quest'ultimo, dopo aver rimpinguato la tesoreria, non cancellò i debiti degli abitanti del villaggio né quelli del Comune e così tutti continuarono a rimanere immersi nei debiti. Vedendo il proprio disavanzo sul punto di essere declassato e preso alla gola dai tassi di interesse, il Comune chiese l'aiuto dei villaggi vicini, ma questi risposero che non avrebbero potuto aiutarlo in nessun modo poiché avevano vissuto la medesima disgrazia. Su consiglio disinteressato del banchiere, tutti decisero di tagliare le spese: meno soldi per le scuole, per i servizi sociali, per le strade, per la sanità ... Venne innalzata l'età di pensionamento e licenziati tanti dipendenti pubblici, abbassarono i salari e al contempo le tasse furono aumentate. Dicevano che era inevitabile e promisero di moralizzare questo scandaloso commercio di asini. Questa triste storia diventa più gustosa quando si scopre che il banchiere e i due truffatori sono fratelli e vivono insieme su un isola delle Bermuda, acquistata con il sudore della fronte. Noi li chiamiamo fratelli Mercato. Molto generosamente, hanno promesso di finanziare la campagna elettorale del sindaco uscente. Questa storia non è finita perché non sappiamo cosa fecero gli abitanti del villaggio. E voi, cosa fareste al posto loro? Che cosa farete? Se questa storia vi ricorda qualcosa, ritroviamoci tutti nelle strade delle nostre città e dei nostri villaggi Sabato 15 ottobre 2011 (Giornata internazionale degli indignati) ... e fate circolare questa storiella....



 
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