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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Gennaro Aprea (del 31/08/2012 @ 15:12:07, in C) Commenti e varie, cliccato 507 volte)
CRESCITA, DECRESCITA E DINTORNI
 
Da un po’ di tempo a questa parte sentiamo parlare frequentemente della necessità della crescita per risolvere i problemi economici italiani ed europei.
Si parla anche di sviluppo, di sviluppo sostenibile ed anche di crescita sostenibile, ove “sostenibile” può significare molte cose, fra le quali vi è la necessità d salvaguardare il lavoro, cosa importante, ma anche l’incremento della produzione industriale a patto che rispetti l’ambiente naturale e del territorio ove opera, ecc.
Ma non basta: sentiamo parlare anche di decrescita, serena o felice, molto criticata perché invece lo sviluppo del PIL deve continuare, quindi la decrescita è inaccettabile perché ci porterebbe tutti alla miseria e al Medioevo. Molti parlano e disquisiscono su queste cose avendo una conoscenza superficiale dei problemi economici, finanziari e sociali, nonché delle cause che li hanno creati. Inoltre ho l’impressione che molti di questi parlano (e scrivono) per il gusto di criticare mentre solo pochi di questi hanno letto il famoso  “Piccolo manuale della decrescita serena” dell’economista parigino Serge Latouche.
Io l’ho letto per motivi di studio e vi assicuro che potrebbe essere interessante per tutti, pur non condividendo il 100% delle sue tesi. Certo è che una delle cose importanti da fare da parte di tutti è di non spendere al di sopra delle nostre possibilità come abbiamo fatto finora per molti anni, accumulando il debito che tutti ormai conosciamo; e soprattutto di cambiare le nostre abitudini di consumatori spreconi.
Mentre scrivevo queste cose serie pensavo anche a me stesso ed al mio comportamento di consumatore, così mi sono quasi assolto rispetto alla media dell’uomo della strada; anche perché avendo raggiunto una rispettabile età i miei desideri, esigenze e voglie si sono molto affievoliti rispetto agli anni della gioventù e della maturità, periodi in cui i mio reddito non era solo la pensione attuale.
Così ho cercato di capire meglio come la decrescita serena poteva coinvolgermi.
Dopo molto pensare......ho trovato una sola risposta: quando ero giovane la mia altezza era 1,82 m; ora che le cartilagini intra-verterbrali si sono consumate con l’andar degli anni, sono sceso poco sotto il metro e ottanta. Così ho pensato che quasi tutte le persone della mia generazione, e forse anche più giovani, sono nelle mie condizioni di decrescita: ....che non è terribile e mi lascia tutto sommato sereno.
In fondo vivere sereno per chiunque significa essere in buona salute, avere pochi problemi, anche finanziari, avere molti amici, dare e ricevere amore alle/dalle persone che ci sono vicine, avere molte occasioni di ridere, e molte altre cose particolari che ognuno di noi desidera.
Quindi auguro a tutti i miei lettori “questo tipo di decrescita serena”.
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Di Gennaro Aprea (del 24/08/2012 @ 17:30:09, in M) Satira e Umorismo, cliccato 653 volte)

IL VENTENNIO

 

 

Agli inizi di luglio Altan, il noto disegnatore satirico che si diverte e ci diverte con le sue vignette, ha “finalmente” potuto esprimere ancora una volta la sua professionalità con una vignetta intitolata “RIECCOLO” nella quale si vede un Berlusconi “a 64 denti” che è appena spuntato da una scatola grazie a una molla sotto il suo “lato B”, che impugna una banana per ciascuna mano e che esclama: “CUCU’!      

Ho detto finalmente perché a molti scrittori e disegnatori satirici mancava il “grande” oggetto della loro satira. Ora ci sarà ancora tanto da ridere, almeno fino alle elezioni del 2013.   

Ma, in tutta confidenza, vi dico che ho scoperto la causa recondita della sua “riapparizione”. Il nostro Silvio si era stufato di sentire dire da tutti “il ventennio di Berluskoni”, che per lui è un falso molto evidente. Così, dato che lui è un preciso, dopo aver contato più volte (con le dita e con il fidato pallottoliere che usava da bambino) gli anni che vanno dal 1993 al novembre 2011, si è accorto che non si trattava di 20 anni. Quindi ha deciso di rimettersi in campo per poter giustificare quantitativamente la fotocopia di un altro ben noto ventennio nel quale un DUX è stato oggetto della sua più profonda ammirazione, beninteso mutatis mutandis

Finalmente! Grazie Silvio: ci hai regalato di nuovo un po’ di occasioni per farci fare qualche risata in questo periodo così triste e nero di ristrettezze e di tasse, sempre in attesa di una imminente “crescita”..... che non arriva mai!

 

 

 

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Di Gennaro Aprea (del 21/08/2012 @ 16:52:41, in L) Zero-carbonio, cliccato 496 volte)
TRAFILETTI FRETTOLOSI SUI TRAGUARDI ENERGETICI
 
Il 13 agosto scorso è apparso un trafiletto non firmato su La Repubblica, apparentemente non importante proprio per essere un trafiletto. In poche righe si accennava frettolosamente al cosiddetto: “5° Conto Energia che ha imposto un’ulteriore riduzione degli incentivi per il fotovoltaico (ministro Passera) perché l’approccio del passato è stato “non certo ottimale e troppo costoso, privilegiando il settore elettrico senza prevedere adeguati meccanismi di contenimento dei volumi”: vero, ma la parte negativa è causata da pessime leggi, speculazioni e mancanza di controlli adeguati.
Il mio commento – di cui il trafiletto non parla mentre ne parlano altri articoli in altre date senza connetterlo a questi problemi – è che il Governo ha deciso di dare il via libera all’estrazione di petrolio e gas (cominciando dalle nostre due imprese semi-pubbliche ENI ed ENEL) sul nostro territorio e off-shore, al fine di aumentare l’apporto nazionale di queste due fonti energetiche dal 10 al 20%, ossia ridurre le importazioni dal 90 all’80%, Cosa positiva ma che tralascia altri problemi importanti che troverete più avanti, cominciando dal fatto che continuare ad utilizzare petrolio e gas naturale significa non diminuire l’emissioni di gas serra e aumentare quelle di inquinanti.
Il trafiletto afferma trionfalmente in chiusura che: “Anche se i vantaggi della green economy sono ora evidenti, abbiamo raggiunto in anticipo gli obiettivi di produzione rinnovabile imposti dall’Europa nel 2020 ed ottenuto un calo netto dei prezzi elettrici grazie proprio al contributo di sole e vento”.
I miei commenti a queste superficiali considerazioni sono i seguenti:
1) Perché gli obiettivi imposti? Qui si tratta di obiettivi concordati: l’Italia ha partecipato alla definizione del piano ed è nostro interesse raggiungere gli obiettivi al 2020.
2) Uno dei tre obiettivi è infatti aumentare del 20% l’utilizzazione di fonti di energia rinnovabili; tuttavia alla discussione sul "quanto", dopo la decisione del 20% da parte della maggioranza dei paesi, l’Italia si è messa a piangere che la nostra industria non ce l’avrebbe fatta ed ha ottenuto uno sconto, quindi il traguardo per noi è il 17%.
3) Da notare che nelle fonti rinnovabili è compresa l’energia idroelettrica non inquinante che già abbiamo.
4) Gli altri due obiettivi sono: la maggiore efficienza del 20% nell’uso delle fonti in tutte le attività economiche e amministrative, il che si traduce in buona parte in risparmio di energie, e la diminuzione delle emissioni di gas serra, sempre del 20%. Nel trafiletto si parla di obiettivi, invece sembra che abbiamo raggiunto solo quello del 17% di energie rinnovabili, certamente non gli altri due di cui nessuno parla; per il terzo, ribadiamo, come possiamo raggiungerlo se si decide di continuare ad usare petrolio e gas?
5) Perché poi limitarci al 17% o al 20%? Il fine dell’accordo europeo non è quello di raggiungere i famosi obiettivi 20-20-20 e poi fermarci. Altri paesi europei, cominciando dalla Germania, Danimarca, Gran Bretagna, Olanda e Svezia non si fermano ed alcuni stanno oggi già raggiungendo i tre obiettivi avendo anche deciso di velocizzare e raggiungere le percentuali prima del 2020. Hanno capito - non il nostro governo attuale - che la soluzione dei problemi del caldo in aumento inesorabile, delle alluvioni che ci rovinano il territorio, dei ghiacciai (ed i ghiacci del Polo Nord) che si sciolgono, e in generale del clima che si deteriora dipendono dalle di politiche virtuose di chi pensa al bene dei cittadini e non solo a quello delle società petrolifere e del risparmio di valuta per l’importazione di petrolio, gas ed anche del carbone, i quali possono certamente essere sostituiti da altre energie alternative e dai risparmi nell’utilizzazione di tutte le energie.
 
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