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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Gennaro Aprea (del 16/04/2011 @ 12:30:43, in C) Commenti e varie, cliccato 599 volte)
PUBBLICITA’ PER LE ELEZIONI DI MAGGIO….E PER GIUGNO?
 
Da un paio di settimane è iniziata la pubblicità battente alla radio e televisione che riguarda le prossime elezioni amministrative.
Spiegano come devono essere presentate le liste agli enti pubblici che le raccolgono con le relative firme per le provinciali e comunali, ed anche le necessarie guide per le persone disabili o impossibilitate a recarsi ai seggi. Tutto regolare penserete, perché parlare di questo argomento? Dunque, tutto bene….
Però però  io ho dei dubbi che la cosa si ripeterà – con l’aggiunta delle necessarie spiegazioni sui contenuti – per le giornate dei referendum di giugno.
Nel passato l’hanno fatto ma questa volta temo che non ci sarà questo “battage” pubblicitario (più che necessario) per spiegare quello sull’acqua (privatizzazione oppure no)  e sull’energia nucleare (centrali atomiche si oppure no) e, per Milano, anche quello dei 5 referendum sul verde.
In effetti ci sono molti “gruppi” e “movimenti” legati a interessi economici che non vogliono i referendum, così temo che di pubblicità ve ne sarà ben poca e non chiara.
Sono troppo pessimista? Forse si, ma spero ardentemente di sbagliarmi. In ogni caso mi auguro che chi vuole i referendum si dia da fare al massimo e soprattutto che la gente questa volta si interessi e prenda iniziative oceaniche! Dopo di che si rechi a votare.
 
Di Gennaro Aprea (del 16/04/2011 @ 11:56:33, in C) Commenti e varie, cliccato 528 volte)
DONATORI DI SANGUE
 
La prima volta che ho donato il mio sangue avevo 25 anni. C’era un’urgenza: mia sorella di 18 anni ne aveva bisogno ed io potevo darglielo. In una settimana ne ho dato un litro in tre volte, 400, 300 e 300 millilitri. Ero giovane e l’unica reazione che ebbi fu che mi venne una gran fame…
Dopo un anno mia sorella non c’era più ed io mi iscrissi all’associazione dei donatori e per molto tempo ho continuato a donare sangue fino ai miei 45 anni; poi mi hanno detto che preferivano donatori più giovani. In quegli anni lavoravo e non sempre riuscivo a darlo durante le ore libere o nei fine settimana; però, quando capitava (250 ml una volta al mese) mi assentavo dall’ufficio per non più di un’ora e recuperavo il tempo a fine orario.
L’altro ieri ho sentito alla radio un signore che chiedeva se avesse diritto alla non deduzione dello stipendio per la giornata in cui donava il sangue (la risposta è stata affermativa). Io ho pensato: come mai per donare il sangue si ha diritto ad un’intera giornata di riposo?
Personalmente mi sembra esagerata questa “protezione” alle persone i quali,come donatori di sangue, si presume siano giovani e forti…..e che la gente ci marci un po’
Voi cosa ne pensate?
 
Di Gennaro Aprea (del 08/03/2011 @ 19:07:58, in C) Commenti e varie, cliccato 626 volte)
FESTA DELL’UNITA’ D’ITALIA?
 
Fra pochissimi giorni, il 17 marzo, festeggeremo i 150 anni dell’Unità d’Italia.
Per me, vecchio pensionato, è una giornata come le altre nel senso che da tempo non lavoro più, quindi tutti i giorni possono essere festivi o di impegni di lavoro. Però il 17 il mio pensiero ed il mio cuore saranno con tutti gli italiani che credono all’importanza di questo anniversario.
Tuttavia, proprio perché la mia età è avanzata, ho ripensato a quando ero bambino e si festeggiava l’Unità d’Italia. Non era il 27 marzo, ma il 4 novembre.
A scuola ci insegnavano - per me erano le scuole elementari, vi parlo degli anni 30 - questa data, e sui libri di scuola c’era scritto che l’unità d’Italia era il giorno della vittoria della prima guerra mondiale (la “Grande Guerra”), il 4 novembre 1918, cioè la fine della cosiddetta IV guerra d’indipendenza.
Ci insegnavano anche (Vittorio Emanuele III regnante e Benito Mussolini “Premier” dittatore) che il 27 marzo era la data della nascita del Regno d’Italia, o se volete dello Stato italiano, quando nel parlamento di Torino era stata proclamata l’unione al regno di Sardegna (Piemonte, Liguria e Sardegna) della Lombardia parte dell’Emilia e la Toscana[2]    e il Regno delle due Sicilie conquistato da Garibaldi nel 1860.
Infatti mancavano ancora all’Unità altre Regioni italiane, il Veneto (unito all’Italia nel 1866) (1) , lo Stato Pontificio [3](1870)  e le Venezie Tridentina e Giulia (1918).
Non è ormai il caso di cambiare il nome “Unità d’Italia” il 17 marzo, però sarebbe forse bene riprendere a festeggiare il 4 novembre, caduto nel dimenticatoio, non so bene perché. Anche senza rimanere a casa, come in tante altre ricorrenze religiose e no.


[1] Ceduto dalla Francia al Regno di Sardegna in cambio di Nizza e la Savoia
[2] Annesse precedentemente
[3] parte del Lazio, Umbria, Marche e della Romagna
 

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