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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Gennaro Aprea (del 02/07/2016 @ 19:19:52, in F) Questa è l'Italia, cliccato 442 volte)
LA SANITA' IN LOMBARDIA....COSE DA PAZZI
C'è un comune sentire in tutta Italia che la Sanità lombarda sia la migliore; che molti italiani, specialmente del Sud, vengano in questa Regione per avere un'assistenza migliore.
Io vivo in Lombardia da numerosi decenni, salvo alcune interruzioni di vita e lavoro all'estero che mi hanno permesso di apprezzarne le differenze. Con l'andar del tempo e l'avanzare dell'età ho dovuto utilizzare il SSN con maggiore frequenza, soprattutto per controlli periodici e qualche acciacco anche importante.
20 anni fa, quando si prenotava una visita specialistica, si attendeva non più di 20 giorni, mai più di 1 mese, contro 1 o 2 giorni per le visite private. Gradualmente le attese si sono allungate in maniera inverosimile. Oggi è spesso normale attendere oltre 6 mesi. Ritengo che ciò dipenda dalla politica regionale che ha favorito la sanità privata togliendo i finanziamenti (medici e denaro) a quella pubblica. Talché numerose persone pagano le visite ai prezzi di una visita privata per poter essere curati in tempi ragionevoli. Queste persone sono la grande minoranza perché la maggior parte degli italiani non hanno il denaro necessario e rinuncia con grossi pericoli per la salute. Non basta: con il passare degli anni il costo dei "ticket" è aumentato considerevolmente così che molti pazienti potenziali abbandonano e non diventeranno più pazienti reali. Tutti sanno che "più o meno" i poveri non si possono più curare.
Per non parlare della corruzione diffusa in molte strutture della Regione. E della magnifica idea del Presidente della Regione che, per risolvere la situazione, crea un'agenzia anticorruzione della Regione: il corrotto che viene indagato da se stesso....
Di solito evito di parlare di me, ma questa volta non ho potuto perdere l'occasione di parlare di questa Sanità lombarda perché, nella tristezza di quanto ho descritto finora, ho trovato un'occasione talmente assurda che per evitare di piangerci sopra e rovinarsi il fegato, ho scoperto il lato umoristico e divertente. Sono certo potrete farvi una risata dopo aver letto la "Cronaca di un paziente" totalmente incredibile . Preparatevi a leggere una cronaca lunga quasi un anno, finora.
Devo premettere che il paziente, quando era molto giovane, passava tutta l'estate al mare diventando nero come un "tizzo". Allora non vi erano creme per la protezione dai raggi solari né si stava sotto l'ombrellone: ci si prendeva un paio di belle scottate all'inizio, ci spalmavamo un po' d'olio di noce per alleviare il dolore, si perdeva un po' di pelle e via così. Il risultato è che il paziente di questa cronaca è pieno di nei dappertutto e ha preso l'abitudine di farsi controllare ogni anno da un dermatologo prima dell'estate. All'inizio ci si prenotava con un'attesa di 15-20 giorni; ora l'attesa è di più mesi, come ho appena descritto in precedenza.
Febbraio 2015- il paziente chiama per la prenotazione l'Ospedale Maggiore Policlinico                 come ha sempre fatto in passato. Risposta: non prima di metà settembre (nel 2014 era stata luglio). Decide quindi di provare un altro ospedale: questa volta è il "Niguarda - Ca' granda"; ci va personalmente; la risposta è: 31 luglio. Il paziente accetta e fissa l'appuntamento. Si rende però conto che per raggiungere questo ospedale il tragitto in auto va da 75 a 90 minuti, che poi ha sostituito con una buona parte con mezzi pubblici senza diminuire i tempi.
31 luglio 2015 - Paziente visitato da Medico Dermatologo A. Riassunto della visita: controllo clinico nevi (nei) con epiluminiscenza; descrizione diagnosi incomprensibile al paziente ma il punto importante è la "discheratosi frontale". "si consiglia: Solaraze gel la sera per 3-4 mesi. Crioterapia ambulatoriale da programmare. Meglio prenotare subito; poi controllo fra 1 anno." Ilpaziente prenota e paga la crioterapia ed il controllo annuale agli sportelli: disponibilità: 15 aprile 2016 !
15 aprile 2016 - il paziente fa la terapia con il gel per tutto il tempo; sipresenta all'orario convenuto (ore 10.30) per la crioterapia. Il Dermatologo Aguarda e sentenzia: "troppo tardi, dovevamo fare la crioterapia molto prima"; chiede per iscritto immediata "visita chirurgica pre-operatoria per asportazione sospetto epitelioma della regione frontale". Il paziente si presenta al Chirurgo B (che dà un'occhiata e compila l'impegnativa); poi va alle prenotazioni. Disponibilità: 28 giugno 2016. Il paziente, forte della precedente esperienza, ritorna dal Chirurgo Bper il dubbio sul ritardo, che gli dà ragione e scrive "urgente" sull'impegnativa da lui compilata precedentemente. Il paziente ritorna agli sportelli ed ottiene l'appuntamento per l'operazione al 31 maggio. Da notare. il paziente esce alle 15.40: + di 5 ore senza aver fatto niente.
31 maggio - il paziente si presenta all'orario convenuto (vi sono sempre delle attese fra questo e l'effettiva entrata in ambulatorio). E' ricevuto dal Chirurgo C; che dà un'occhiata alla fronte e dice: "non si può fare oggi in ambulatorio, l'epitelioma è troppo esteso; se la operassi oggi rischierebbe una seconda operazione di chirurgia plastica per la ricostruzione della zona frontale. Adesso le faccio solo un prelievo di tessuto per l'esame istologico-biopsia". Detto, fatto. Il paziente esce con un cerottone che copre mezza fronte (da non bagnare, gli raccomandano). Il risultato dell'esame istologico sarà disponibile il 5 luglio !!
6 giugno 2016 - Il paziente torna per la medicazione; non riesce nemmeno a vedere bene il Chirurgo D; tutto bene, con il vantaggio che è sparito il cerottone sostituito da un cerottino che resiste all'acqua.
13 giugno - Il paziente incontra il Chirurgo B che per caso è lo stesso che aveva ordinato l'operazione di asportazione (poi non effettuata dal Chirurgo C); gli toglie i punti e rimette un altro cerottino che durerà ancora qualche giorno. Chiede al paziente quando sarà disponibile il risultato dell'esame istologico ed aggiunge: "non conosco i miei turni di luglio; provi comunque prima del 5 luglio, spesso capita che sia pronto in anticipo; io sarò qui il 21 giugno e la vedrò"
20 giugno - il paziente telefona all'ospedale per sapere se è pronto il referto: niente da fare, quindi salta l'appuntamento col Chirurgo B. Qualche giorno dopo ritelefona all'ospedale: il referto è pronto. Telefona ancora per conoscere se e quando il Chirurgo Bè disponibile; l'addetta all'ambulatorio: "non è possibile; venga quando vuole e troverà sicuramente un chirurgo che l'assisterà.
30 giugno - ritiro del referto: il paziente si mette le mani nei capelli perché non capisce cosa significhi la lunga diagnosi piena di parole incomprensibili, e teme per il peggio: Va all'ambulatorio ed incontra, sempre per caso, il Chirurgo Cche afferma:  (perplessità del paziente); vada dal dermatologo che deciderà il da farsi, così sarà risolta la situazione"
Il paziente si precipita nell'ambulatorio del dermatologi. dopo un'attesa ragionevole incontra il Dermatologo A che - guarda caso - è quello del 31 luglio 2015: Legge il referto, dà un'occhiata alla fronte e dice: "Bene, facciamo la crioterapia (quella stessa che mi aveva ordinato l'anno scorso); Non si può fare in estate, quindi ci vediamo in settembre-ottobre". Fine provvisoria della cronaca.
Ammesso - e per il momento non concesso - che ora andrà tutto liscio (nuova impegnativa dal medico di base, prenotazione, ecc,) sono passati finora 11 mesi dalla decisione di fare una crioterapia per - alla fine - decidere di fare la crioterapia. Tutto mi sembra decisamente assurdo per una Sanità Regionale.
Da buon vecchio consulente che preparava progetti per i clienti, mi vengono in mente le cosiddette "parole chiave" del risultato provvisorio. Eccole:
PROGETTO, ORGANIZZAZIONE, TEMPI DI REALIZZAZIONE, DECISORI, PROFESIONALITA', COLLABORATORI (infermieri e addetti agli sportelli), AZIONI, COMUNICAZIONE FRA DECISORI, SPRECHI, DILATAZIONE COSTI, ERRORI DI SBAGLI (questa me la sono inventata io)
Come andrà a finire? riuscirà il paziente a ottenere un soluzione di questa "avventura ospedaliera"?...Incrocio le dita.
Non so se avrete avuto la pazienza di leggere tutto, Se si e vi ho strappato una risata, siete stati dei coraggiosi e altamente pazienti, come il paziente della cronaca.
Chissà se qualcuno di voi conosce l'Assessore Lombardo alla Sanità. Potrebbe imparare qualcosa.
 
Di Gennaro Aprea (del 21/06/2016 @ 19:44:14, in F) Questa è l'Italia, cliccato 397 volte)
PERLE GIAPPONESI
Nell'ultimo periodo avete letto molto di problemi ambientali e climatici. C'erano delle ottime ragioni per trattare questi argomenti, a cominciare dall'attesa per il COP 21 a Parigi dove molti paesi del mondo stavano per riunirsi (dicembre 2015) per trovare soluzioni solide ed urgenti ai problemi del Pianeta.
Per fortuna le azioni concordate, pur non essendo ancora pienamente risolutive, hanno smosso l'opinione pubblica in tutto il mondo; ciò è una cosa molto importante perché la presa di coscienza da parte della "gente comune" spinge dal basso i governanti a tutti i livelli ad agire positivamente e più rapidamente.
Vengo al punto: perché "perle giapponesi"? Quando ero ragazzo, subito dopo la 2a guerra mondiale, leggevo La Domenica del Corriere, settimanale illustrato del famoso Corriere della Sera, di formato inferiore ai "lenzuoli" dei quotidiani che ora sono divenuti più ragionevoli da leggere in forma cartacea.
All'ultima pagina c'era un rubrichetta dove si prendeva in giro, criticandoli in maniera divertente, articoli e notizie apparsi su altri giornali e persino sullo stesso Corriere, per alcuni strafalcioni o assurdità scritte dai vari giornalisti. Mi è venuta quindi voglia di riprendere quella consuetudine sperando di strappare qualche sorriso allegro....di cui abbiamo tutti bisogno in questo mondo che sembra impazzito, pieno di notizie terribili nate dall'odio, dalle guerre infinite, dalla povertà di interi popoli costretti a lasciare i proprio paese, di uomini che uccidono donne, ecc..
Comincio quindi con una critica ai giornalisti che hanno iniziato oggi a scrivere di "Sindaca", come se fosse la prima volta da quando esistono le elezioni amministrative che alcuni "sindaci" donna (o Sindache?) sono stati/e eletti/e.
A questo punto propongo un referendum; chi vuole aggiungere altre diciture è benvenuto; che ne dite di: la Sindaco contrapposta a il Sindaco, la Sindachessa - terribile - (come professore e professoressa o dottore e dottoressa);...a voi le successive proposte.
Eppure esiste il sindacalista che vale per l'uomo e la donna; ed anche il Presidente che qualcuno chiama la Presidente, mai la presidenta o la presidentessa.
Ognuno può mettersi in gara per accertare quale sia il titolo ottimale....Ma finora ho scherzato .
La cosa che non posso accettare di questa infima diatriba - parlo seriamente - è che stamattina durante la trasmissione "Prima Pagina" di RADIO 3 dalle 7.15 alle 8.00 il giornalista/conduttore di turno abbia dissertato per 10 minuti circa su questa "importante" notizia, cioè su come occorre chiamare le 2 nuove elette a Sindaco di Roma e Torino. Hanno proprio tempo da perdere facendoci annoiare su questa cazzatella nell'attesa di vere notizie sui quotidiani del giorno?
 
Di Gennaro Aprea (del 23/05/2016 @ 19:07:49, in F) Questa è l'Italia, cliccato 462 volte)
LUCI ED OMBRE SULLA COMUNICAZIONE DEI GIORNALISTI
Negli ultimi tempi ho scritto molto di argomenti che riguardano l'ambiente in generale, il clima e il riscaldamento globale e locale. Devo dire con soddisfazione che la gente comune ha iniziato ad interessarsi più di quanto non facesse solo un paio di anni fa; e a prendere coscienza dei pericoli cui va incontro il Pianeta ed anche Il proprio Paese. Tuttavia solo pochi giornalisti della carta stampata hanno operato bene (es. Antonio Cianciullo che è uno fra i migliori, ma ce ne sono altri molto validi). La mia impressione positiva riguarda soprattutto i giornalisti degli altri media, TV, radio e le trasmissioni dove gli ascoltatori sono coinvolti direttamene dimostrando questo loro interessamento.
Per esempio, oltre alla sperimentata pluriennale trasmissione del sabato "Ambiente Italia", numerose altre si sono aggiunte, come "GEO", "Fuori TG", "Mediterraneo", ecc. alle quali si aggiungono persino alcuni talk show; per non dimenticare l'interessante trasmissione dell'ambientalista Luca Mercalli che ha ripetuto quest'anno "Scala Mercalli" in 6 puntate che aveva già creato e trasmesso nel 2015.
Importante è anche la partecipazione degli ascoltatori che hanno posto numerose domande ai giornalisti di turno settimanali nella trasmissione radiofonica "Prima pagina" di Radio 3.
Molte luci dunque? Si, ed io personalmente ne sono molto soddisfatto perché finalmente comincia ad avverarsi ciò che ho cominciato a fare circa 8 anni fa: cioè trasmettere conoscenze e consapevolezza sui problemi ambientali alla gente comune, convinto che i responsabili dei destini del pianeta dal punto di vista ambientale agiranno per il bene del clima se vi sarà una pressante domanda dal basso. Addirittura per la prima volta da quando si parla di elezioni comunali, ho ascoltato candidati di varie liste discutere sui problemi ambientali della loro città e delle Città Meropolitane, fra le quali come tutti sappiamo ve ne sono alcune molto importanti, Hanno quindi coinvolto gli ascoltatori e creato così consapevolezza che viene dal basso.
Ma quali sono le ombre? Alcuni giornalisti continuano in numerosi casi a dimostrare la loro superficialità e direi dimostrazione di incompetenza. Non è la prima volta che faccio degli esempi, ma questa volta ho qualcosa da "ribadire" riguardo gli incidenti (troppo numerosi ahimè) degli edifici che crollano perché è "scoppiato" qualcosa.
Non molto tempo fa è crollata una palazzina nei pressi di Roma ed i suoi occupanti si sono per fortuna tutti salvati. TV, radio e quotidiani hanno detto che era scoppiata la caldaia.
Dunque da tempo continuo ad ascoltare che è scoppiata una bombola di gas; questa volta è stata la volta di una caldaia. Se i cronisti si informassero appena un po' su come e cosa provoca uno scoppio potrebbero evitare di dire e scrivere castronerie. E' molto semplice:
Qualsiasi gas combustibile (gas liquefatto, metano, idrogeno fra i più conosciuti) in miscela con l'aria (che contiene ossigeno/comburente e azoto inerte) può creare una potente "miscela tonante", cioè lo scoppio, in presenza di una fiamma (per esempio un fiammifero che si accende o una scintilla di un qualsiasi interruttore di luce) oppure può bruciare semplicemente con alte fiamme; le due alternative dipendono dalle percentuali - differenti per ciascun gas - . di gas e aria. Se non si crea la miscela tonante il gas semplicemente brucia
Quindi non è mai scoppiata una bombola o una caldaia, né potranno mai scoppiare, ma unicamente il gas fuoriuscito per una qualsiasi ragione creando miscela tonante
Più volte in passato sono state fatte dimostrazioni di sicurezza (obbligatorie) per i test delle saldature delle bombole ed i serbatoi di auto a gas liquido, ponendole su un grande fuoco vivo e continuo (ora si fanno con altri metodi validi meno eclatanti). Il risultato era che la bombola si gonfiava gradualmente in non meno di 20 minuti finché la lamiera si crepava non in corrispondenza delle saldature, lasciando fuoriuscire il gas a pressione creando una fiamma tipo lanciafiamme, Tutto ciò senza provocare alcuno scoppio perché all'interno della bombola o del serbatoio vi è unicamente gas e zero aria. La fiamma si estingueva appena il gas era finito interamente.
Vi chiedere il perché di queste dimostrazioni: ebbene spesso le si faceva utilizzando un vecchio autobus da rottamare. Lo si cospargeva di benzina o gasolio, all'interno e sotto il pianale per dimostrare che in caso di fuoco accidentale (es. un forte scontro con altro veicolo) che si trasmetteva all'autobus, i 20 minuti era sufficienti per evacuare tutti i passeggeri compreso gli eventuali feriti o ustionati.
Mi sono accorto di avervi fatto una lunga e forse noiosa lezione di fisica/chimica. Scusatemi....chiudo subito, anche se avevo pensato di farvi un altro interessante esempio (navale) di come si può agire per la sicurezza del trasporto marittimo dei gas.
Ricordatevi però che se vi capita di sentire puzza di gas, siate calmi, non accendete la luce, non usate il telefono in casa, aprite le finestre e la porta, non suonate i campanelli dei vicini per avvisarli di uscire subito senza accendere luci se di notte, ma battete solo la porta e scappate tutti al più presto, Quando siete fuori potrete usare il cellulare per chiamare i pompieri che sanno risolvere il problema.
 
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