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Il Blog di Gennaro Aprea: commenti sulle notizie, pensieri e idee dell'autore.

 

Questa è la pagina che si svilupperà di più divenendo simile ad un blog. E diventerà una serie di pagine e di articoli.

 

Scriverò di tutto su tutto, cose importanti e cose futili e banali, su alcuni punti mi attirerò gli improperi di molte persone che la pensano all’opposto di me; queste molte persone in alcuni casi, per esempio il calcio, sono la maggioranza degli italiani.

 

Le critiche saranno tutte ben gradite ma non vorrei che le discussioni divenissero uno scambio di parolacce, come purtroppo succede spesso in Italia, anche, e soprattutto ahimè, in televisione. Mi ritengo una persona civile quindi non intavolerò alcuno scambio di idee con quel tipo di persone che parlano male ed "ipocritamente in televisione le loro parole sono coperte da fischietti vari". Alcune volte una parolaccia ci può anche stare, ma non deve diventare un intercalare abituale ed essere usata con l’unico intento di offendere.

 

Sono un puritano e conservatore? Non mi considero tale nonostante quanto ho appena detto, anzi…...

 

Home Page - Il Blog: discussioni, articoli, pensieri e scambio di idee
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Di Gennaro Aprea (del 17/03/2019 @ 15:06:09, in H) Rodano, cliccato 2 volte)
 ALLA  REDAZOINE  DI  RODANONEWS  (mercoledì 13 marzo 2019) SCIOPERO DEI GIOVANI PER IL CLIMA
Quanti Rodanesi sanno che venerdì prossimo vi sarà in decine di paesi nel mondo uno sciopero degli studenti in favore del Clima? Se la risposta è affermativa, quanto gli interessa?
E' un avvenimento importante perché finalmente si tratta di uno dei primi eventi in cui vi è una grande manifestazione di piazza da parte dei giovani a livello mondiale. E' utile anche perché perfino gli adulti, genitori, nonni, ecc., si rendano conto che i governanti-decisori si debbano dar da fare seriamente per salvare il pianeta.
 
Mi chiedo se i Giovani di Rodano faranno sciopero e manifesteranno a Rodano, oppure andranno a Milano.
 
Ero al corrente da tempo della preparazione di questo Global Climate Strike ed avevo provato a contattare MAS scrivendo loro due volte, ma non ho ottenuto alcun riscontro. Delle due l'una: o non intendono avere contatti con un adulto sconosciuto, oppure il loro indirizzo e-mail non è attivo. In ambedue i casi ritengo che ci sia qualcosa di loro che non funziona bene.
Eppure, come  già ho accennato prima, non solo è importante che i giovani manifestino a Rodano, ma che chiamino gli adulti a seguirli perché questi, genitori (con fratelli/sorelle più piccoli), zii, nonni ecc. affinché capiscano quanto sia importante manifestare con forza nelle piazze per far sentire ai "decisori" che il "popolo" chiede che essi se ne occupino.
 
L'umanità ha a disposizione solo 11 anni per avviare concretamente tutti i necessari cambiamenti per far sì che l'economia inizi realmente ad abbandonare completamente  tutte le fonti fossili in maniera tale che la temperatura media terrestre interrompa il continuo aumento che non si è mai arrestato.
 
Cordialmente
 
Gennaro Aprea
 
PS  del 18 marzo - Questa lettera, pubblicata da RodanoNews in occasione del famoso sciopero dei giovani nel mondo intero (circa 120 paesi, compresi India, Russia e Cina) non ha avuto alcun commento da parte dei lettori. E non mi sembra di aver visto o sentito di alcuna manifestazione nelle strade del nostro Comune.
Vorrei solo aggiungere che è necessario continuare a rendere sempre più consapevoli tutti, giovani, adulti, anziani, ecc., affinché la sollecitazione ai governanti per salvare l'ambiente, quindi il pianeta, diventi un chiodo fisso nella testa dei destinatari finché non decidono di agire come devono. Gli scienziati son sempre disponibili per aiutarli a prendere decisioni difficili e importanti.
Ma è necessario che sappiano subito che la tecnologia è andata avanti e continuerà ad avanzare in maniera tale da permettere l'abbandono completo delle fonti fossili, carbone, petrolio e gas. Ma bisogna iniziare subito!
Nel mio piccolo continuerò a lavorare per promuovere ulteriori proteste iniziate dai giovani senza interruzione, coinvolgendo persone di tutte le età
 
Di Gennaro Aprea (del 03/03/2019 @ 18:49:03, in F) Questa è l'Italia, cliccato 9 volte)
 IL QUARTO D'ORA ACCADEMICO
 
Avendo frequentato a suo tempo 2 Università, Roma e Pisa, ho imparato il significato del Quarto D'Ora Accademico e la ragione del ritardato inizio delle lezioni dei Professori rispetto all'ora ufficiale prevista. Cioè l'impegno di ciascun Professore appena arrivato in Facoltà per la prima lezione della giornata, di passare in sala professori per dare un'occhiata alla eventuale posta; successivamente il ritardo era dovuto a eventuali risposte alle domande degli studenti che avevano appena finito di ascoltare la loro lezione prima di andare alla successiva... per non parlare poi di altre eventualità, un bicchier d'acqua e/o un caffè fra una lezione e l'altra, e/o ....un qualche breve bisogno corporale.
 
Nel corso della mia abbastanza lunga vita di lavoro e di continuo studio ho avuto numerose occasioni di assistere a numerosi convegni e perfino di farne parte come speaker in Nigeria (ai tempi ancora colonia britannica) in USA e soprattutto in Gran Bretagna, luoghi dove questa consuetudine non esiste. E ciò è successo anche in altri paesi come la Francia ed il Brasile.
Di conseguenza ho sempre sentito che per un ritardo di 2 o 3 minuti di un uno degli oratori, questo si scusava ufficialmente per averlo causato.
 
Questa abitudine è divenuta quindi parte del mio business imprinting, ma anche nel privato.
  
Da molti anni a questa parte in Italia invece, chiunque deve parlare in un qualsiasi convegno si è impadronito - abusivamente - di questa consuetudine anche se non è un accademico.
 
Il risultato è che mi trovo sempre a disagio quando sono costretto ad assistere a ritardi ingiustificati all'inizio di qualsiasi riunione in cui è previsto che una o più persone parlino di fronte ad un pubblico.
 
Sicuramente la ragione è che sono un po' troppo antico; tuttavia è difficile  abituarmi a questa - molto negativa per me - consuetudine che comporta inoltre il fatto che, anche quando sono previsti interventi con tempi prefissati, sia gli oratori che chi coordina le tavole rotonde, si permettono i primi e permettono i secondi, che i tempi eccedano quanto previsto.
 
Da qualche anno seguo i convegni organizzati dal Politecnico di Milano e dalla Bocconi e noto con piacere che gli accademici fanno iniziare i loro eventi senza utilizzare il Qd'OA.
 
Pochi giorni fa ho letto una notizia che mi ha fatto quasi commuovere di piacere:
Su Repubblica del 27 febbraio è apparso un breve articolo da Tokio di Cristian Martini Grimaldi intitolato:
 
"IL MINISTRO E' IN RITARDO DI 2 MINUTI,
IL PARLAMENTO SI FERMA PER CINQUE ORE"
"Sembrava una normale seduta della Dieta in cui i parlamentari degli opposti schieramenti si beccavano facendola la voce grossa davanti ai microfoni. Solo che questa volta, a fare da bersaglio agli strali dell'opposizione era un uomo solo, il ministro delle Olimpiadi, Yoshitaka Sakurada.
Il quale aveva compiuto l'affronto di presentarsi per il suo atteso discorso con 120 secondi di ritardo. Troppi secondo l'opposizione che ha boicottato la seduta proprio mentre Sakurada stava per prendere a parola.
Per 5 ore nessuno si è più ripresentato in aula. Poi sono partite le accuse di fronte alle quali il ministro è stato costretto a chiedere scusa.
Sakurada in realtà era già da tempo al centro di polemiche per una serie di intollerabili gaffe. Pochi giorni fa quando la nuotatrice Rikako Ikee ha annunciato che non parteciperà alle Olimpiadi perché malata di leucemia, ha commentato: "Avrebbe potuto vincere l'oro, peccato, è una vera delusione". Anche in quel caso è stato costretto a chiedere scusa."
 
Forse alcuni dei nostri importanti uomini politici sono andati a scuola da Sakurada ed hanno a loro volta fatto scuola a loro amici e colleghi.
 
Di Gennaro Aprea (del 22/02/2019 @ 16:35:58, in L) Zero-carbonio, cliccato 9 volte)
COSTI E BENEFICI
 
"Una società ecologicamente sostenibile potrà affermarsi quando diventerà desiderabile".
 
Non è la prima volta che ricordo questa frase di Alexander Lager, uno dei nostri massimi ecologisti, che la pronunciò nel 1995. La scrissi anche nell'introduzione del piccolo saggio del 2012.
Come molti già sanno, nella strategia di marketing per vendere più agevolmente qualsiasi bene o servizio, la comunicazione al mercato deve essere tale da renderli desiderabili.
Cosa, ahimè che ancora non si è realizzata per l'attuazione di una economia sostenibile, nel senso più largo della parola, sviluppo, lavoro, territorio, salute, sicurezza, ecc.
Da cosa dipende questa situazione? Le cause sono tante e si potrebbe scriverne a lungo, ma mi limito a evidenziarne due gruppi.
 
Primo, la limitata o trascurabile conoscenza dei nostri gestori politici dell'enorme argomento dei problemi ambientali; e di conseguenza i ridotti o pressoché zero programmi politici che finora non sono mai stati per loro una priorità, mentre invece è divenuta oggi sempre più pressante.
 
Secondo, scienziati, esperti ed addetti ai lavori che studiano e si occupano di energie non inquinanti alternative alle fossili si parlano fra di loro, cosicché la gente comune non ha a disposizione una corretta informazione necessaria a renderla consapevole di questi problemi. E ciò ha un impatto anche sui politici che hanno la tendenza ad essere scettici su di essi. Non solo, un ulteriore impatto si è avuto su molte persone che hanno ricevuto notizie contraddittorie (con l'"aiuto" delle industrie delle energie fossili) così esse sono divenute a loro volta scettiche e pensano o sono convinte che un'economia sostenibile costerà molto di più di quella attuale.
 
In altri paesi, europei e non, la situazione è certamente differente nel senso che la gente comune ha acquisito maggiore consapevolezza, soprattutto fra i giovani (abbiamo sentito recentemente le loro iniziative - vedi articolo precedente, COP 24).
 
Allora perché il titolo di questo articolo?
I media ci hanno a lungo riempito la testa di costi e benefici riguardo alla linea TAV: molte/troppe notizie contraddittorie (per motivi politici) ed infine smentite e riconoscimento di errori di approccio.
 
Non dobbiamo dimenticare che i costi e benefici per un qualsiasi investimento innovativo sono basilari per ogni azione economica, nessuna esclusa. Purtroppo abbiamo spesso sentito di investimenti importanti nelle infrastrutture che non hanno dato risultati positivi, anzi essi sono stati una perdita per la comunità, cioè per noi cittadini-contribuenti.
 
Eppure vi sono movimenti internazionali il cui scopo è "divest fossil energies".
All'estero, essi riescono a portare persone nelle piazze perché le hanno convinte a comportamenti utili a limitare l'uso delle energie inquinanti e produttrici di gas serra.
Alcuni di questi movimenti sono riusciti persino a convincere grandi investitori (assicurazioni, enti pensionistici, fondazioni e simili) a disinvestire i loro patrimoni mobiliari nelle imprese del carbone, petrolio, gas naturale.
 
Alla luce di queste considerazioni ritengo necessario che le modifiche dei comportamenti di chi ci governa in Italia e di noi cittadini abbiano bisogno di un chiaro convincimento sulla convenienza economica di sostituire le energie che abbiamo utilizzato finora con altre alternative.
 
Di conseguenza è indispensabile che ogni partito e movimento politico coinvolto in elezioni di ogni genere, non solo inserisca nel suo programma l'economia sostenibile come prioritaria, ma anche si prefigga di fare ricerche e studi accurati sui costi e benefici della sostituzione dell'economia cui siamo abituati, in particolare le energie fossili.
 
Queste vecchie fonti - ormai molti già ne sono abbastanza convinti - hanno rovinato gravemente l'ambiente in tutte le maniere possibili.
Per realizzare tutto ciò sono necessari esperti e tecnici di altissimo livello specializzati in ciascun settore dell'economia, della salute e delle problematiche ambientali, coordinati da esperti di sostenibilità economica. Naturalmente tutti affatto indipendenti da partiti e movimenti di origine politica.
Ma non basta. E' importante che queste politiche siano abbracciate dalla gente comune affinché sia spinta a premere sui legislatori e su chi le fa applicare. La gente deve essere pienamente informata e coinvolta.
 
In altre parole noi tutti non dobbiamo attendere che i governi (centrali e locali) legifichino tiepidamente in favore dell'ambiente con l'attuale lentezza. Dobbiamo prendere iniziative e scendere in strada affinché queste nuove politiche divengano più incisive e applicate con la massima rapidità; tutto ciò anche al di là degli accordi internazionali (es. accordi europei al 2030, data ultima per salvare il pianeta)
 
Non sto qui ad elencare tutte le infinite situazioni che possono interessarci direttamente, sono molte.
Ecco un solo esempio fra i tanti
 
- Plastica biodegradabile. L'abbandono completo della plastica (inventata dal nostro grande chimico Giulio Natta nel secolo scorso) che continuiamo ad utilizzare, è ancora lontano ma è necessario sostituirla al più presto, come più volte è stato ampiamente dimostrato dalle immagini delle isole di rifiuti di plastica nei mari e nell'esistenza di microplastica nel pescato, cibo importante della nostra alimentazione, con le conseguenze negative sulla salute degli umani e di uccelli e di altri animali.
 
Le materie prime per produrla provengono interamente dal petrolio con processi petrolchimici a loro volta pericolosi per l'ambiente e gli umani.
Eppure la tecnologia ha fatto da tempo passi da gigante e già oggi la sostituzione completa con plastica biodegradabile è possibile.
Quali le cause principali?
a) l'industria petrolifera/petrolchimica che sembra non avere alcuna intenzione di cambiare mestiere (salvo poche virtuose eccezioni estere) e continua ad investire nella ricerca e lo sviluppo
b) l'industria della fabbricazione della materia prima plastica e delle sue applicazioni e utilizzazioni
c) la grave insipienza dei politici sui problemi della sostenibilità e la lentezza con la quale stanno affrontando il problema i decisori che si avvicinano a queste problematiche, spesso pesantemente condizionati dalle industrie di cui sopra.
 
Occorre affrontare decisamente l'esame costi-benefici della sostituzione della plastica con le nuove materie prime interamente biodegradabili, così come per tutti gli altri settori economici iniziando da quelli che hanno un impatto più pesante rispetto ad altri, come la mobilità delle persone e delle merci, l'agricoltura, tutte le varie cause del riscaldamento terrestre e le numerose soluzioni innovative della produzione di energia elettrica con il relativo accumulo (è di questi giorni la notizia del nuovo campo eolico più grande del mondo in acque britanniche che sarà pari a 7 centrali atomiche) riscaldamento e raffrescamento naturali. Senza dimenticare il riuso.
 
Per passare oltre la plastica, i calcoli più difficili sono quelli riguardanti il valore dei benefici per l'ambiente e la salute derivanti dall'uso di nuove tecnologie; per quest'ultima direttamente in prima battuta e indirettamente a cascata dai graduali miglioramenti ambientali.
Miglioramenti che alcuni tecnici, abbiamo sentito, tendono a ritenere "insignificanti" o privi di interesse.
 
Ora che avete finito di leggere, tornate al primo rigo e valutate ancora la frase di Langer.
 
Di Gennaro Aprea (del 18/01/2019 @ 17:56:55, in L) Zero-carbonio, cliccato 23 volte)
COP:  CHI ERA COSTUI, ANZI COSA MAI SIGNIFICA ?
 
Sembra che noi italiani abbiamo dimenticato cosa significhi COP (Conference of the Parties) e cosa ci sia dietro questa sigla. Per sapere tutto basta il web.                        
Però voglio sottolineare il COP1 (Mandato di Berlino 1995), passando per i più famosi COP3 (Protocollo di Kyoto 1997) e COP21 (Parigi 2015) fino quest'ultimo COP24, il più sconosciuto.
 
In generale cerco di evitare di parlare di me, ma non posso fare a meno di raccontarvi la cronaca di una mia piccola esperienza che ritengo significativa ed esplicativa della prima riga di questo articolo.
La premessa è che questo COP 24 era previsto dal 3 al 14 dicembre del 2018 e si è svolto a Katowice in Polonia. Solo pochi media ne avevano accennato prima e nessuno ne ha parlato dall'inizio a venerdì 14. Io mi ero informato comunque sul web ed anche con contatti diretti con un grande esperto italiano giovedì 13.
 
Quando venerdì sera, sabato 15 i telegiornali RAI ed il primo giornale radio della domenica mattina alle 6.45 hanno ignorato l'avvenimento, così come Repubblica (cui sono abbonato), mi sono permesso di arrabbiarmi.
 
Così domenica 16 telefono a "Prima Pagina" alle 7.15, una delle migliori trasmissioni di Radio 3 RAI che ascolto quasi ogni mattina.
In poche parole dico di essere scandalizzato ché i media che vi ho appena accennato hanno ignorato le notizie sul COP 24.
Mi risponde un gentile signore che, dopo la richiesta sul mio nome e telefono, mi dice testualmente: "scusi, ma cos'è il cop 24?". Stavolta non mi arrabbio e pacatamente glielo spiego in poche parole mentre ho un'ulteriore conferma su quanto indicato nella prima riga.
Il signore replica: "va bene", e chiude.
 
Dopo pochi minuti sono richiamato dalla RAI, questa volta da una giornalista del team di Prima Pagina che si dimostra al corrente e, dopo un breve scambio di parole in cui riconosce la ragione della mia protesta, mi assicura che sarò richiamato.
Così sono riuscito poco dopo a far sentire alle numerose persone che ascoltano la questa trasmissione la domenica l'assoluta mancanza dei media su un avvenimento che interessa tutti i paesi del mondo, certamente di importanza superiore alle varie piccole consuete beghe politiche interne alla maggioranza di governo e alle relative proteste dell'opposizione di quei giorni.
Inoltre voglio sottolineare che la giovane giornalista che conduceva la trasmissione quella settimana, Gabriella Cerami dell'Huffington Post, aveva risposto e commentato la mia domanda con perfetta competenza e chiarezza.
 
Come già accennato, avevo seguito le notizie sul COP e, durante la conversazione telematica con Daniele Pernigotti fondatore e titolare di Aequilibria (consulenza ambientale) di Mestre, presente a Katowice, avevo appreso che il Ministro dell'Ambiente Generale Costa era stato presente un solo giorno ed aveva semplicemente ri-confermato che al 2025 l'Italia interromperà definitivamente l'uso del carbone nella produzione di energia elettrica nelle centrali, decisione governativa che risale a più di 2 anni fa.
Io mi aspettavo che il Movimento 5 Stelle, gli ecologisti per eccellenza, avesse già  modificato la scadenza anticipandola a una data ben anteriore....oppure c'è qualche interesse di commercio inter/nazionale sotto sotto?
 
Ma ora è necessario venire al punto: perché in Italia questa ultima importante riunione che ha coinvolto più di 190 paesi al mondo sembrava passata sotto silenzio a tutta domenica 16? A mio parere le principali  ragioni sono due:
 
1) il risultato dei colloqui alla scadenza di venerdì 14 era stato negativo, nel senso che solo una parte dei paesi partecipanti avevano raggiunto un accordo sul rapporto finale e alla fine è divenuto ufficiale solo domenica sera, cioè dopo 2 giorni; però con il solito compromesso - mai ottimale - per arrivare ad una "accettabile" conclusione.
 
2) i giornalisti italiani presenti in Polonia avevano deciso di non dare notizie negative ed avevano atteso il rapporto finale. Infatti lunedì i media hanno finalmente parlato minimizzando i lati negativi.
 
Tutto ciò mentre in altri paesi, europei e non, sia durante i lunghi e difficili colloqui per arrivare ad un accordo e sul suo ritardo, i media avevano raccontato la realtà quasi penosa rispetto all'entusiasmante COP 21 di Parigi dove tutti avevano deciso che era assolutamente necessario ed avevano concordato di salvare il pianeta con comportamenti e misure legislative (comunque non obbligatorie) per contenere l'aumento delle temperature terrestri entro e non oltre i 2°C, e successivamente (COP 22) non oltre 1,5°C, entro la fine del secolo. Soprattutto nei paesi forti consumatori di energie fossili, gli USA, la Cina, l'Europa, il Giappone (e più tardi l'India).
 
Allora, cosa è successo a Katowice?
Questo COP si proponeva di approvare il "rulebook", cioè di stabilire delle regole operative (in un certo senso obbligatorie) per iniziare a mettere in pratica le proposte del COP 21 entro il 2020.
 
Dopo un anno in cui le temperature terrestri sono aumentate con conseguenze reali di pesanti disastri climatici, avvalorati da scienziati e studiosi in tutto il mondo, tutti si aspettavano che la strada intrapresa sarebbe stata approvata e accettata da tutti i paesi.
 
Invece ha cominciato la stessa Polonia, presidente dell' evento, ed ha annunziato pochi giorni prima della Conference che non avrebbe potuto abbandonare a breve l'uso del carbone (la peggiore sorgente fossile) per il suo sviluppo industriale.
 
Poi, durante lo svolgimento del COP altri paesi importanti, fra i quali gli USA (il loro Presidente lo aveva già fatto capire da tempo), la Russia, l'Australia, l'Arabia Saudita, il Kuwait ed il Brasile con la ripresa della deforestazione, hanno annunciato di non essere pronti a sottoscrivere in pieno le proposte di sostenibilità previste e sperate da tutti.
In altre parole si è vista la riabilitazione delle energie fossili in alcune zone importantissime del pianeta, che ha spostato l'approccio mondiale dalla sostenibilità all'economia dei paesi produttori delle vecchie fonti di energia.
In Europa la Francia è praticamente sembrata astenuta, così come si è vista in pratica l'assenza dell'Italia e dei quattro paesi del gruppo Visegrad.
 
Qualche limitato lato positivo è contenuto nelle conclusioni dell'accordo finale. Essi riguardano i finanziamenti ai paesi in via di sviluppocon la creazione di un (piccolo: milioni, non miliardi) fondo per facilitare le loro politiche in favore dello sviluppo sostenibile.
 
In conclusione se l'andamento delle azioni previste dopo questo COP continua senza ulteriori modifiche positive, sarà difficile contenere l'aumento delle temperature mondiali entro 1,5°C alla fine del secolo. Le prospettive sulla base dell'andamento attuale significa non diminuire meno di 3°C !
 
Per poterci consolare, vi sono delle realtà che ci fanno sperare in un cambio positivo, cioè quelle che stanno crescendo in alcuni paesi grazie ad alcune iniziative dal basso, anche in quelli i cui governanti si dimostrano negativi. Si tratta di iniziative varie, soprattutto di giovani, quelli che - speriamo presto - sostituiranno gli attuali governanti. Stanno dando esempio a tutti su come dovremmo comportarci.
 
- Nella Francia "assente" in 10 giorni 10 milioni di francesi hanno firmato una petizione al governo Macron affinché mantenga gli impegni previsti al COP 21.
 
- Nadia Sparkes, 13 anni, inglese, soprannominata dai bullisti "trash girl" perché raccoglieva tutti i rifiuti sulla strada da casa a scuola (uscendo un'ora prima), è divenuta famosa ed ha ora migliaia di "followers" sul web. E' anche divenuta ambasciatrice del WWF. Il suo scopo è quello di indurre la gente a non produrre rifiuti abbandonandoli in strada.
 
Greta Thunberg, 15 anni, svedese, ha scioperato a scuola per 15 settimane per far sentire la sua protesta contro il mancato impegno dei governi a salvare il pianeta. E' riuscita a farsi sentire riuscendo a parlare ai "grandi" a Katowice.
 
- I fratelli Carter e Olivia Ries, 17 e 16 anni, nordamericani, 9 anni fa hanno creato l'associazione ambientalista "One More Generation" con lo scopo della conservazione degli animali selvatici in pericolo di estinzione. Hanno coinvolto con successo soprattutto gli adolescenti. Da allora hanno esteso i loro sforzi allo sviluppo sostenibile in generale fra cui i problemi del mancato riciclo della plastica.
 
- Dulcis in fundo Felix Finkbeiner, 21 anni, tedesco, a 9 anni ha deciso di piantare 1000 miliardi di alberi, progetto che finora ha ottenuto un finanziamento per 15 miliardi di alberi  dalle Nazioni Unite. Ha coinvolto adolescenti di molti paesi nel mondo.
Vi consiglio vivamente di andare sul web ed ascoltare il suo discorso all'ONU quando era ancora ragazzo.
 
C'è infine un paese importante come la Cina che sembra essere fra i più virtuosi (?). L'India sembra seguire in positivo.
 
E in Italia cosa fanno i giovani (e i loro genitori) per spronare i nostri governanti a mettere in atto tutte le misure legislative necessarie ad una rapida applicazione dei dettami del COP 21? Certamente poco o niente.
Conosco unicamente un'associazione degli studenti del Politecnico di Milano che dovrebbe favorire il "Divest fossil energies". Purtroppo a me sembra una torre d'avorio perché le loro azioni restano piuttosto sconosciute.
 
Sarebbe necessario che la gente comune (cioè tutti noi) scendesse in piazza a dimostrare in favore di queste imperiose necessità, come invece succede spesso in alcuni paesi nord-europei con risultati positivi.
 
 
 
Di Gennaro Aprea (del 06/12/2018 @ 19:30:20, in F) Questa è l'Italia, cliccato 28 volte)

SOS PER LA LIBRERIA DEI SETTE


La lettera della Signora Di Orazio di Orvieto e la risposta di Corrado Augias che potete leggere più in basso, non hanno bisogno di commenti.

Vorrei però sottolineare che l'Amministrazione del Comune di Orvieto sembra sorda alle richieste di molti Orvietani che temono la chiusura della "Libreria dei Sette".

Io sto per mandare una petizione al Sindaco Giuseppe Germani affinché il Comune, proprietario delle mura del negozio, possa evitare la chiusura di questa libreria diminuendo sostanzialmente il canone di  affitto annuale (Euro 31.000)  che pesa troppo sui costi di esercizio della piccola impresa culturale, così importante per la città di Orvieto.

In calce troverete il testo della mia richiesta con cui suggerisco un canone annuale non superiore a Euro 3.000; voi potete anche diminuirlo.

Sarei molto grato ai miei Lettori se scrivessero una lettera analoga (o come ognuno ritiene meglio) al Sindaco e passassero questo invito ai propri amici, così come sto per fare anch'io ai miei circa 200 contatti.

L'indirizzo del Sindaco è: sindaco@comune.orvieto.tr.it.

Potreste inviare copia del vostro messaggio anche ai titolari della impresa Enza e Riccardo Campino il cui indirizzo è: riccardocampino@gmail.com oppure a libreriadeisette@alice.it

 

Più siamo, più riusciremo a salvare la Cultura !

Vi ringrazio a nome di tutte le persone che ritengono importante salvare ogni iniziativa in favore di questa libreria.

Ecco la lettera a Corrado Augias e la sua risposta del 28/11/2018 su La Repubblica.

 "Gentile Corrado Augias, parlo della mia città, Orvieto, e della " Libreria dei Sette" che chiuderà i battenti il 24 dicembre. Ho pianto quando i gestori della storica libreria ( attiva dal 1922!) hanno lanciato una richiesta d’aiuto date le difficoltà di mandarla avanti. Un allarme c’era già stato un anno fa, ora l’incubo si ripete perché nessuno tra cittadini e amministrazione s’è mosso per risolvere il problema. Com’è possibile che una piccola e meravigliosa realtà come Orvieto, gioiello d’arte, storia e cultura, lo permetta? Quella libreria per la sua posizione, lo spazio, il palazzo che occupa è stata per anni il vero centro culturale della città, gestita da librai di grande cultura, di grande cuore, pieni di un’immensa volontà di fare. Se la libreria chiude, io e la mia famiglia perdiamo un rifugio, quello caldo e accogliente dove ti puoi permettere di staccare la spina, dove i toni si abbassano e il tempo sembra fermarsi, dove tra tanti libri, colori e parole, trovi sempre un amico e un sorriso. La " Libreria dei Sette" è il posto dove ritrovo sempre mio figlio di 4 anni quando si stacca dalla mia mano. Adesso dove andrà a rifugiarsi?

— Federica Di Orazio— Orvieto ( TR)"

 

Risposta di Corrado AUGIAS

"Tempo fa, quando si affacciò per la prima volta l’ipotesi che quella libreria potesse chiudere, la scrittrice Susanna Tamaro, che vive nel comprensorio orvietano, lanciò un appello per non perdere anche la libreria dopo tante altre chiusure. Orvieto è uno dei gioielli dell’Italia centrale, arroccata su una rupe a piombo sulla valle del Tevere, con la facciata del Duomo (fine XIII secolo) ritenuta un capolavoro del gotico italiano, così più dolce rispetto alla severità tedesca. La facciata rivolta ad Occidente accende al tramonto tutti i colori delle sue pietre e dei mosaici. Una città memorabile, ma anche una comunità di oltre 20 mila abitanti; sembra impossibile che l’amministrazione lasci davvero chiudere una Libreria che nel 2015 a Venezia s’è aggiudicata il titolo di migliore libreria italiana. Quella "dei Sette" è uno spazio dove i gestori – i dinamici fratelli Campino, Enza e Riccardo – non stanno dietro il bancone ad aspettare l’arrivo dei clienti; al contrario escono, promuovono, invitano gli scrittori (io stesso sono stato ospitato in un paio d’occasioni), animano la discussione, si fanno motore culturale, danno vita alla comunità, sappiamo bene quale importanza abbiano attività del genere di questi tempi. Mi sono informato sulle ragioni della chiusura: gli impacci sono parecchi e coinvolgono traffico e parcheggi; nocciolo però sembra essere l’affitto ( 31 mila euro annui) insostenibile per una libreria. Che dovrebbe fare un’amministrazione davvero consapevole? Invece di costringere i fratelli Campino ad andarsene, dovrebbe trovare i mezzi perché la libreria facesse ancora di più. Poche migliaia di euro anche un piccolo Comune (proprietario delle mura) può trovarli. La questione di fondo sono le scelte. Il sindaco deve decidere che tipo di città vuole amministrare. Se costringerà la Libreria a chiudere avrà spento una delle luci della sua città."

Testo del mio messaggio al Sindaco di Orvieto

 "Egregio Signor Germani, Sindaco di Orvieto,

 ho appreso dai media il problema finanziario che impedisce alla "Libreria dei Sette" di continuare la sua indispensabile opera in favore della Cultura per i suoi Concittadini e per i turisti ed intellettuali che questa piccola impresa attira verso Orvieto.

Le sarò grato se il Comune da Lei amministrato deciderà di diminuire sostanzialmente il canone di affitto ad un cifra non superiore a Euro 300 (trecento) o meglio 1 € (un Euro) figurativo, insieme ad ogni altra azione utile a mantenere in attività la libreria.

La ringrazio per l'attenzione e la saluto cordialmente.

Gennaro Aprea - Rodano, Milano"

www.gennaro-aprea.it

 

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