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Il Blog di Gennaro Aprea: commenti sulle notizie, pensieri e idee dell'autore.

 

Questa è la pagina che si svilupperà di più divenendo simile ad un blog. E diventerà una serie di pagine e di articoli.

 

Scriverò di tutto su tutto, cose importanti e cose futili e banali, su alcuni punti mi attirerò gli improperi di molte persone che la pensano all’opposto di me; queste molte persone in alcuni casi, per esempio il calcio, sono la maggioranza degli italiani.

 

Le critiche saranno tutte ben gradite ma non vorrei che le discussioni divenissero uno scambio di parolacce, come purtroppo succede spesso in Italia, anche, e soprattutto ahimè, in televisione. Mi ritengo una persona civile quindi non intavolerò alcuno scambio di idee con quel tipo di persone che parlano male ed "ipocritamente in televisione le loro parole sono coperte da fischietti vari". Alcune volte una parolaccia ci può anche stare, ma non deve diventare un intercalare abituale ed essere usata con l’unico intento di offendere.

 

Sono un puritano e conservatore? Non mi considero tale nonostante quanto ho appena detto, anzi…...

 

Home Page - Il Blog: discussioni, articoli, pensieri e scambio di idee
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Di Gennaro Aprea (del 06/07/2020 @ 16:44:51, in L) Zero-carbonio, cliccato 4 volte)

Qualche tempo fa ho trovato,  grazie a Legambiente che solo le persone particolarmente interessate ai problemi  del clima e dell'inquinamento leggono su La Nuova Ecologia, il seguente articolo che ritengo particolarmente interessante.

In Italia, ovunque vi siano abitazioni, strade trafficate, industrie, commerci, ecc. si potrebbero facilmente creare le Mini Foreste. Occorre solamente (e non è sempre facile) la presa di coscienza degli abitanti per realizzarle e seguirle nei primi anni di vita nell'interesse di tutti.

Biodiversità, mini foreste urbane per combattere inquinamento e cambiamento climatico
Ispirate al lavoro del botanico giapponese Akira Miyawaki, in Nord Europa il movimento Urban forest ha guidato le comunità locali nel piantare foreste urbane molto fitte, a crescita veloce e ricche di specie animali e vegetali/ Le foreste tropicali stanno perdendo la capacità di assorbire carbonio 

Per ripristinare la biodiversità e combattere la crisi climatica, in tutta Europa stanno sorgendo delle mini foreste molto fitte, ispirate al lavoro del botanico giapponese Akira Miyawaki, che ha piantato più di 1.000 foreste simili in Giappone, in Malesia e in altri stati dell’Asia.
Spesso sono situate nei cortili delle scuole o lungo le strade, vicino a grandi arterie del traffico. Le foreste possono essere piccole come un campo da tennis, ma crescono 10 volte più velocemente, diventano 30 volte più dense e 100 volte più bio diverse di quelle piantate con metodi convenzionali. Questo risultato si ottiene piantando alberi molto vicini, almeno tre per metro quadrato e utilizzando varietà autoctone adattate alle condizioni locali. Deve essere piantata un’ampia varietà di specie vegetali (circa 40) per ricreare gli strati di una foresta naturale.

Nicolas de Brabandère, naturalista belga e fondatore di Urban Forest Belgio, ha iniziato a piantare foreste in stile Miyawaki nel 2016, organizzando volontari e autorità locali per piantare 300 alberelli su una striscia di terreno erboso. Ora la sua prima foresta è alta 3 metri e il suo pavimento è uno spesso strato di humus. La natura partecipativa e la velocità di crescita delle mini foreste attraggono la gente, e de Brabandère prevede un futuro luminoso per il movimento. “Ogni volta che racconto la storia, piace a tutti. Quindi ho la sensazione che la tendenza continuerà”.

 
Gli scienziati dicono che l’utilizzo di questi ecosistemi “coltivati” possa essere utile per raggiungere gli obiettivi climatici, visto che le foreste miste possono immagazzinare 40 volte più carbonio rispetto alle piantagioni di una singola specie. Le foreste di Miyawaki sono progettate per rigenerare la terra in molto meno tempo rispetto agli oltre 70 anni che una foresta impiega per riprendersi da sola. Inoltre, sono in grado di attirare uccelli migratori e aumentare la biodiversità urbana.
Nel 2017, i ricercatori dell’Università di Wageningen, nei Paesi Bassi, hanno monitorato le mini foreste appena piantate e hanno concluso che conservano una biodiversità spesso più ricca delle vicine foreste naturali. “Ciò è dovuto principalmente alla giovane età delle foreste e alla canopy vegetale meno spessa – ha spiegato al Guardian Fabrice Ottburg, un ecologo animale che ha condotto lo studio di Wageningen – Questo permette alla luce del sole di raggiungere direttamente le piante in fiore che attraggono gli impollinatori”.


Nei Paesi Bassi, il gruppo di conservazione IVN Nature Education ha aiutato le città e le famiglie a piantare 100 foreste in stile Miyawaki dal 2015. Ed è sulla buona strada per raddoppiare questo numero entro il 2022. Oltre a loro, altri gruppi in Belgio e Francia hanno recentemente creato almeno 40 mini foreste.
La prima in Francia è stata piantata nel marzo 2018, accanto a una trafficata strada a quattro corsie ai margini di Parigi. Il lavoro è stato svolto attivamente dalla comunità locale del quartiere, e aveva come obiettivo primario quello di ridurre il rumore e filtrare l’aria inquinata. Anche a Tolosa, a marzo, un piccolo gruppo forestale ha piantato 1.200 alberelli su un terreno di 400 metri quadrati.

 
Di Gennaro Aprea (del 12/06/2020 @ 18:44:23, in M) Satira e Umorismo, cliccato 14 volte)
LE CONSEGUENZE DELLE PROSSIME ELEZIONI
 
Ieri ho avuto la fortuna di poter intervistare un famoso indovino britannico che è passato da Rodano in privato per incontrare in segreto alcuni personaggi politici e indipendenti del nostro Comune di ambedue le liste. Si chiama William "Soothsayer" (non poteva essere che così) e mi ha permesso di dargli del "YOU".
 
Egregio Dr. Soothsayer, può dirmi il risultato delle prossime elezioni di settembre 2020 in Italia? Mi dispiace di doverle annunciare che le elezioni non avranno risultati positivi, né per le Regioni, né per i Comuni, né per il referendum sul numero dei parlamentari
 
Cosa significa non risultati positivi? chi vincerà? l'attuale maggioranza o l'opposizione tripartita Lega, FdI, Berlusconi? Nessuno dei 6 partiti e partitini che si presentano normalmente alle elezioni. Le elezioni non si svolgeranno, quindi saranno annullate perché ogni lista non presenterà alcun candidato salvo  tre liste di partitini con solo 1 o 2 candidati
 
Non capisco, cosa significa nessun candidato e perché? Il problema è nato in questi ultimi giorni di giugno quando partiti e dirigenti di Regione, Comuni e altre entità legate ai problemi del Covid 19 e delle zone "rossa" o "arancione"  o "gialla" si sono denunciati reciprocamente alle Autorità giudiziarie locali. Non solo, anche i cittadini hanno denunciato i responsabili di ambedue le parti per non aver agito o non agito, soprattutto - ma non solo -  nei confronti di dirigenti e addetti delle RSA. Numerosi potenziali candidati si sono gradualmente convinti che, una volta eletti sarebbero stati sicuramente indagati e poi condannati (forse con ragione) scomparendo quindi definitivamente dalla scena. Alcuni sono impazziti nell'infinita attesa dell'eventuale incriminazione, non hanno fatto alcuna vacanza estiva che ha provocato rotture in famiglia e richieste di divorzio.
Il risultato è che in pratica, come appena detto, nessuno o pochissimi hanno accettato di candidarsi in una qualsiasi lista o partito
 
Ed il referendum per la diminuzione dei parlamentari a 400 deputati e 200 senatori si è svolto? Se si, come è andato? Si, si è svolto ma la maggior parte delle schede votate (circa il 60%) sono state annullate perché su tutte queste vi era scritto: "Vogliamo 200 deputati e 100 senatori, come in USA. Siamo stufi di troppi magna pane a tradimento". Di questo 60% il 95% saranno dei pentastellati di qualsiasi corrente
 
Sono esterrefatto. E poi come é andato a finire? L'esercito tedesco di terra, mare e aria invaderà l'Italia e ai primi di dicembre staranno ancora discutendo, ovviamente coinvolgendo tutti i paesi dell'UE e dell'OCSE, per decidere cosa fare. E qui mi sento non in grado di dirle il seguito, anche perché devo andare via subito per un'altra intervista che mi deve fare mia moglie...e non posso mancare.
 
Egregio Mr. Soothsayer, la ringrazio moltissimo e spero di poterla re-incontrare... in a not too distant future-
 
 
 
Di Gennaro Aprea (del 10/05/2020 @ 16:37:00, in M) Satira e Umorismo, cliccato 22 volte)
C'E'  EPIDEMIA E PANDEMIA (SI FA PER DIRE)
 
Oramai siamo alla fine, non abbiamo capito quasi niente della COVID-19. Però siamo tutti molto fiduciosi che questo virus si spenga naturalmente per varie cause.... che ancora non sappiamo quali siano.
 
Ci sono tuttavia altri virus in agguato da tempo, anzi da sempre, che sono stati già individuati da scienziati intelligenti - purtroppo pochi - di tutte le nazioni ed etnie con le quali abbiamo a che fare, nonostante essi tentino invano di coinvolgerne altri.
 
Il primo di questi virus si presenta all'inizio simile ad un semplice raffreddore: l'hanno chiamato "prassi".
Poi si sviluppa come la solita patologia stagionale che gli esperti scienziati (economisti) usando la similitudine della semplice influenza chiamano: "procedura ".  Avete presente per esempio un DPCM?  Pressoché tutti iniziano con  "premesso che...", "vista la legge numero... comma...". e un'altra 15na di "visto..." e "visti...", e "considerati"...."preso atto".... "su proposta di...." e infine "sentiti....." il tutto per più di una pagina intera. Ebbene quel virus si e trasformato in una grave patologia simile ad un polmonite e si chiama "procedure farraginose ".
Infine questo virus si è evoluto per secoli, e pochi di noi ne sono realmente coscienti perché ormai ci siano abituati: è gravissimo e ci si può anche morire (parlo di aziende individuali, per esempio le Partite IVA(1), le piccole, medie e grandi aziende, private, pubbliche e semipubbliche. Questo ultimo virus si chiama "burocrazia".
Non ne sono sicuro ma credo che il nome scientifico attribuito sia  BC-1750 (dall'inventore della parola, il francese  V. de Goumay che unì in quell'anno il "bureau" (ufficio) a "cratie" (dal greco "potere").
Le burocrazie hanno attecchito in maniera diversa in vari Paesi e continenti. Ce n'è dovunque; però in Italia ha trovato terreno molto fertile.
Recentemente avrete certamente notato l'acuirsi di questo virus con il mancato pagamento ai lavoratori rimasti senza stipendio per l'interruzione del loro lavoro, la famosa CIG Cassa Integrazione Guadagni, nonostante la decisione di elargirla a tutti in deroga a le varie limitazioni di legge. L'ente  maggiormente contagiato questa volta è stato l'INPS. Inoltre le amministrazioni pubbliche in genere, numerosi parlamentari di cultura giuridica, (molto più gli uomini che le donne), qualche  presidente di Regione, e perfino qualche ministro.
 
C'è un secondo virus, anche lui di vecchia data che ha la caratteristica di essere gemello e mutevole come lo sono il SARS Covid 2 e il Covid-19. Si chiama(no) "incompetenza" e "insipienza".
Anche in questo caso, oltre a quelle summenzionate,  vi è una ulteriore categoria di persone (giuridiche) particolarmente infettata: le banche.
Qualche giorno fa ho letto su Repubblica la lamentela di un imprenditore forzato a restare senza lavoro (causa la cassa a zero per ritardi dei pagamenti dei clienti) il quale rientrava di diritto al finanziamento di 25.000 Euro erogati dalle banche con garanzia dello Stato. Ciò per potersi salvare dalla bancarotta se aiutato immediatamente dal prestito. La sua banca   ha "dimenticato" la situazione attuale in Italia e lo ha trattato come un'impresa in ottima forma che le chiede un finanziamento in vista di uno sviluppo dell'attività. Oltre alla "procedura farraginosa", gli ha chiesto "il piano di sviluppo a breve e medio termine" e mille altri quesiti ai quali evidentemente non vi può essere una risposta concreta e intellegibile. Ecco che in questo caso i virus gemelli dell'incompetenza e 'insipienza avevano contagiato pesantemente l'impresa bancaria.
E di questi casi simili ve ne sono ad iosa ed hanno attaccato, non solo le banche, ma anche numerosi politici, parlamentari, amministrazioni pubbliche e private. Un altro piccolo - si fa per dire - esempio di insipienza/incompetenza: il continuo de-finan -ziamento della ricerca e della formazione da parte dei governi che si succedono da ormai molti anni.
E ci scordiamo la sanità?
 
Come vedete, lo scopo di questo articolo era di strapparvi qualche sorriso. La ragione era dovuta alla mia sopravvenuta mancata voglia di scrivere, a partire da fine gennaio, sulle stesse cose serie e importanti di cui abbiamo fatto e continuiamo a fare indigestione da 4 mesi in qua. E chissà ancora per quanto tempo!
Invece mi sto rendendo conto che, mentre scrivo, dal faceto sono passato al serio, anzi serissimo.
 
Insomma questo COVID-19 ha messo in luce, in maniera molto più eclatante che in passato, gli antichi difetti dell'Italia che negli ultimi 40 anni ha dimostrato solo di essere fra le ultime in Europa. Nello nello stesso periodo, e ancora di più dopo la batosta economico-finanziaria mondiale del 2008-10, non è più riuscita ad incrementare un PIL decente mentre il Debito Pubblico è ormai il peggiore dell'UE; mentre Spagna, Portogallo, Irlanda e Grecia che erano inizialmente peggiori di noi, ci hanno ben sorpassato in crescita.
 
Come ho accennato all'inizio, vi sono persone molto preparate che predicano in maniera perfetta che questa situazione sociale dovrebbe essere un'ottima occasione per combattere con la massima energia i "virus" di cui mi sono divertito a parlare oggi, ai quali se ne aggiunge un altro altrettanto importante: si chiama "evasione fiscale" di cui la maggior parte dei nostri politici non vuole parlare né far diminuire per non perdere voti.
 
Quale sarebbe una soluzione? che la lezione che stiamo vivendo oggi ci obblighi a rivedere profondamente i nostri comportamenti, uno dei quali non è stato quasi mai praticato, salvo poche eccezioni. Cioè quello di diventare elettori consapevoli per eleggere politici che si impegnano formalmente a combattere i numerosi virus di cui vi ho parlato.
 
E così chiudo l'articolo che ho inserito nella sezione Satira e Umorismo perché sono certo  che numerosi lettori a questo punto si faranno una risata su di me convinti che chi scrive è proprio scemo o matto, cioè fuori di testa.
PS 11 maggio - Ieri e stamattina ho constatato come uno dei più pericolosi virus che ho appena descritto, può attaccare le persone nella forma fulminante:  si tratta dell'insipienza. Che si è abbattuta su Giuseppe Conte e Luigi Di Maio. Cosa ci facevano all'aeroporto ad attendere Silvia Romano in abiti islamici liberata grazie ad un alto riscatto? Forse sprecare denaro alla faccia di tutti gli italiani e stranieri in Italia che non hanno soldi per mangiare? Oppure per farsi belli in vista delle elezioni? Evidentemente non hanno capito un cazzo. E con loro anche i direttori dei telegiornali: ho contato 10 minuti esatti per queste notizie e video in un TG nazionale.
E non ci possiamo nemmeno consolare con altri stranieri a casa loro ché sono anche loro attaccati dallo stesso virus. Però in quei Paesi se torna uno rapito e liberato non ci va nessuno e lo si sa solo grazie ad un brevissima notizia.
 
 
(1) (i 600 Euro di marzo; la rata di aprile che doveva essere 800, fino ad oggi 10 maggio, non è ancora stata accreditata, come da "prassi"
 
Di Gennaro Aprea (del 10/04/2020 @ 15:32:32, in M) Satira e Umorismo, cliccato 34 volte)
Prima di iniziare a scrivere questo articolo mi è venuta voglia di rileggere l'ultimo che avevo scritto domenica scorsa 5 aprile, la domenica delle Palme, con poche palme e pochissimi rami di ulivo per le strade.
Mi sono subito reso conto che c'era qualcosa che non quadrava, cioè che l'articolo era sparito.....Allora il titolo che normalmente metto prima di iniziare a scrivere lo metto adesso
 
SOGNO  O  SON  DESTO?  LE CONSEGUENZE DEL COVID-19 SU DI ME
 
Ho cercato ancora l'articolo; forse inavvertivamente lo avevo cancellato? Ho provato a cercare indietro, prima del 5 aprile, specialmente gli articoli in cui avevo parlato della mia idea di salvare i poveri parcheggiatori abusivi napoletani - ma anche romani e di altre grandi città italiane, non solo al sud - che erano rimasti senza lavoro da un giorno all'altro.
Purtroppo senza successo.. E mi sono reso conto che l'ultimo articolo trovato era quello del 4 febbraio, cioè pochi giorni dopo gli annunci della grave epidemia scoppiata nella città cinese di Wuhan, regione di Hubei.
 
Allora, pensa che ti ripensa, mi sono spiegato l'arcano della sparizione dei miei articoli. L'unica interpretazione possibile è che molte mattine, svegliandomi prima dell'ascolto usuale delle notizie della radio, ricordavo che mi ero alzato con l'ispirazione e scrivevo i miei commenti a tutto ciò che sta succedendo ormai da gennaio ad oggi. Cose che quasi tutti gli italiani fanno leggendo i giornali, seguendo le trasmissioni radio-televisive, ma soprattutto tutto ciò che appare sui nostri cellulari, fino a poco tempo fa la fonte principale di notizie e dei divertimenti dei nostri figli/e e ragazzi. Così ormai da gennaio in poi noi adulti siamo riusciti a battere i giovani e giovanissimi nell''uso dei cellulari.
 
Però non posso fare a meno di raccontarvi le due soluzioni che avevo "realizzato" per far guadagnare qualche Euro ai posteggiatori abusivi senza più introiti.
 
1) Quando a fine marzo le restrizioni all'uscita da casa ammisero, oltre ai permessi per andare a comprare i cibi e le medicine in farmacia, la possibilità di uscire "nei pressi della propria abitazione" (con tanto di "autodichiarazione") per i bisogni del proprio cane e così permettersi di fare quattro passi fuori casa.
Avevo quindi scritto all'ANPQA (associazione napoletana posteggiatori quasi autorizzati) e alla cugina romana ARPQA, suggerendo di andare nei canili e adottare 3 o 4 cani ciascuno (facendo così anche un'opera buona) per affittarli ai vicini non possessori di cani a 1,50 euro per ogni quarto d'ora o frazione, ed 1 euro oltre la prima ora. Il ricavato serviva così al sostenimento della famiglia ed il cibo per i cani che oltretutto sarebbero stati molto felici di non essere più rinchiusi, spesso in piccole gabbie, e di trotterellare allegramente.
La risposta al mio suggerimento fu entusiasta e la cosa ebbe un seguito immediato.
Dopo alcuni giorni però vi fu un calo dell'attività. Specialmente a Napoli, dove Il Presidente della Regione De Luca si confermò estremamente severo (meno a Roma dove la Sindaca era un po' più lassista) fermò i posteggiatori al ritorno senza cane dopo la consegna al cliente e all'andare a riprenderlo a fine noleggio. Quindi l'affare scemò rapidamente. Per fortuna i poveri cani rimasero ai clienti o ai posteggiatori che nel frattempo si erano affezionati.
 
2) Pensa che ti ripensa, mi è venuta un'idea quasi nuova, comunque derivante dalla prima. Forte della mia approfondita conoscenza nella manualità al computer (ma va!). Ho deciso di risolvere la situazione cominciando a disegnare vari tipi di cani, di razze piccole, medie e grandi seguendo le preferenze delle persone, giovani, adulti, signore e signori.
Appena terminata la collezione mi sono rivolto ad un amico che assiste le imprese per la manutenzione dei loro sistemi informatici con tanto di autorizzazione ufficiale. In una delle sue uscite, mi ha prestato "di straforo", come si dice a Napoli, una stampante 3D già molto usata con il relativo materiale/inchiostro.
Ho cominciato quindi a produrre i primi cani a rotelle per venderli a tutti i/le potenziali interessati/e.
I primi sono usciti bene con tutte le articolazioni e la testa mobili che li faceva sembrare cani veri a una distanza di non meno di 10 metri, compresi  colori e macchie del caso, (incluso un corso per nascondere il cane dietro l'ombra del passeggiatore/trice e i controllori si avvicinano).
La cosa ha avuto un discreto successo di vendite e dopo pochi giorni la voce di questa nuova produzione e volata in internet ed ha avuto una eco perfino in qualche articolo di giornale non addetto ai lavori di veterinario.
Dopo un po' ahimè, sarà stata l'anzianità della stampante o altro, i cani non uscivano più regolari: alcuni con un orecchio diritto come i cani lupo e l'altro abbassato come i cani segugi da caccia; altri con una zampa più lunga e una più corta, altri ancora con la coda mozzata (ora è proibito tagliarla come si faceva ai bulldog), ecc.
Allora mi sono incazzato, ho telefonato mandando a quel paese il mio amico esperto di informatica, forse mi sono anche reso conto che ero nel pieno delle mie facoltà mentali e, urlandogli contro, sono riuscito svegliare anche mia moglie.
 
In conclusione, in tutto questo tempo NON ERO MAI STATO DESTO: semplicemente SOGNAVO di scrivere. E chissà quante altre cazzàte avrò scritto, oltre le molte apprese dai media ufficiali e non.
 
Allora, le CONSEGUENZE DEL COVID-19 su di me sono pesanti: non sono più io, non mi riconosco più.....Infatti, quando mi guardo allo specchio mentre mi faccio la barba, mi sembra di essere tornato a qualche anno indietro, nel periodo dei Beatles. Sono indeciso se farmi le treccine o la coda col ciuffo.  Se continuo ad esitare, sarò costretto a mettermi la retina sui capelli, quella della moda di una volta per schiacciarli sulla testa. Altrimenti non potrò più leggere.
 
 
PS per i parenti ed amici napoletani, o di origine:
quest'anno, per la prima volta il Convid avrà un impatto nella mia vita di cuoco dilettante. Quest'anno non riuscirò a fare le Pastiere, il dolce di Pasqua napoletano che preparavo in numero sufficiente per voi.
Chi non lo conosce bene, forse non sa che questo dolce ha origini plurimillenarie; infatti era il dolce di primavera degli abitanti della Magna Grecia.
 
Di Gennaro Aprea (del 04/02/2020 @ 10:15:24, in C) Commenti e varie, cliccato 49 volte)
LA BREXIT E L'UNIONE EUROPEA
 
Qualche giorno fa tutti i media, audio, TV, scritti e telematici, si sono sbizzarriti ad annunciare e sottolineare l'uscita ufficiale del Regno Unito dall'Europa.
Ne abbiamo sentite e lette di belle e di brutte. Così è venuta anche a me la voglia di dire qualcosa che solo pochissimi giornalisti hanno sfiorato.
 
La domanda e le numerose risposte sono: le conseguenze di questo distacco sono positive o porteranno danno all'UK e al resto di Europa ?
Non sono tutti concordi con numerosi punti di vista in molte occasioni contrastanti.
 
Il mio punto di vista - ovviamente non sono il solo a dirlo - è che la Brexit sia nel complesso positiva per gli Europei e piuttosto negativa per i Britannici a medio termine.
 
Il problema di fondo della mancata realizzazione di una necessaria, ripeto necessaria, creazione dello stato federale Europa è dovuta al nazionalismo che impedisce a molti Stati europei di riconoscere una struttura governativa europea al di sopra dei singoli stati che ovviamente devono sottostare alle politiche del governo centrale, come in tutti gli stati federali.
Dunque, il fatto che il Regno Unito non abbia più alcuna voce in capitolo nelle riunioni del Consiglio Europeo è certamente un bene. Perché?
 
·     il governo londinese non ha mai aderito all'Euro; anzi ha sempre
      pensato ed agito per il rafforzamento della Sterlina;
·    ha sempre osteggiato e contrastato ogni azione democratica
     nelle decisioni del Consiglio, della Commissione e del
     Parlamento Europeo nella direzione di un possibile federalismo
     che toccava la loro indipendenza in tutte le accezioni possibili:
     unanimità SI, maggioranza NO
·    in altre parole l'UK è tuttora uno degli stati più importanti (per la
     maggior parte dei britannici è il più importante) quindi non può
     sottostare ad alcuna entità superiore.
 
Questo si chiama puro nazionalismo. Pensano che, forse con la maggiore calma possibile, in futuro, ma non c'è fretta, noi britanni possiamo aderire ad un'Europa confederata dove l'UK comunque è il Paese più importante.
 
Non si parla proprio di istituzioni europee federate che decidono sopra e per tutti gli Stati componenti:
·         un Ministero delle Finanze per la fiscalità unica
·         un Ministero degli Esteri per una politica unica e sempre
          presente e responsabile se uno o più Stati componenti
          tratta con Stati stranieri non europei
·         un Ministero della Difesa e un esercito unici
·         Un Ministero dell'Istruzione e dell'università per
          un'armonica, condivisa e riconosciuta cultura
          per tutti i gradi dell'istruzione in tutti gli Stati
·         un Ministero della Giustizia per un regime giuridico
          armonico nell'U.E.
·         altre Istituzioni analoghe ove necessario
·         e infine la decisione di usare in Europa una lingua
          unica che il 100% dei cittadini europei devono conoscere ed
          usare insieme a quella originale.
          Attualmente sono ufficiali tutte le lingue di tutti gli Stati
          componenti… quante sono? confesso che non le so !
 
Potete immaginare un UK concorde? E' pura fantasia.
 
In un articolo su La Repubblica il 1° febbraio Andrea Bonanni ha messo in evidenza la politica continua del Regno Unito che ha sempre rifiutato ".... le paroline presenti in tutti i trattati comunitari fin dal 1957: ever closer union (un'unione sempre più stretta) "... che hanno cercato di impedire e che spiegano il divorzio maturato..." a seguito del referendum che "non ha frenato l'onda populista e xenofoba..."  e aggiungo io, sempre più nazionalista.
 
Ma il Regno Unito non è, cioè era, l'unico più importante rappresentante fra gli stati nazionalisti in Europa. Infatti molti Stati dell'UE erano anche e soprattutto nazioni fino alla fine della seconda guerra mondiale. E fanno fatica a scordarsene.
 
Vi ricordate De Gaulle? La Francia non ha accettato subito proprio il Regno Unito nella Comunità Economica Europea. E oggi la Francia va per conto suo in molte azioni che interessano altri Stati che dovrebbero essere uniti in decisioni condivise. Avete presente che solo qualche giorno fa per il problema Libia (accordo??? di Berlino ) la Francia continua ad appoggiare il Generale Al Haftar contro gli altri Stati europei che invece appoggiano il governo di Tripoli riconosciuto internazonalmente?
Anche in Francia vi è una certa dose di populismo e di xenofobia sotto altre forme.
 
E l'Italia? che ne dite della Lega e C.? Siamo anche noi diventati nazionalisti e sovranisti a modo nostro. Un'altra ragione che giustifica la difficoltà per i paesi europei di mettersi d'accordo è il loro forte interesse economico per il gas e il petrolio libici che è tuttora legato alle multinazionali di ogni Stato (leggi per es. ENI e Total). Infatti essi non mostrano alcuna intenzione di cambiare il loro scopo sociale valorizzando e investendo ancora in queste fonti di energia fossili, come sarebbe necessario al più presto.
 
Per non parlare dello stato più potente e importante dell'U.E., la Germania. Vi sono ancora molti strati della popolazione che si sentono i più autorevoli e influenti (la destra xenofoba e nazionalista è cresciuta).
Ma in fondo i tedeschi un po' di ragione ce l'hanno e comunque gli attuali governanti sono positivi e sinceramente favorevoli ad una federazione europea. Gli italiani dovrebbero prendere esempio da loro.
 
Per i più piccoli Stati europei dell'U.E. fare parte di una federazione è un problema decisamente minore, compreso quelli dove esiste una monarchia ufficiale abbastanza irrilevante rispetto a quella del Regno Unito nazionalista e colonialista.
 
Insomma, mi auguro che l'assenza di uno Stato come il Regno Unito in Europa renderà più facile - spero - le decisioni future per la costruzione di una federazione europea.
 
Per finire, un breve accenno ad altre possibilità di "divorzio" imposto dall'UE oppure spontaneo:
·          il POLONEXIT per colpa dell'eccesso di uso del carbone  e dictatorship
·          il MAGYAREXIT per eccesso di dictatorship 
 
In ambedue i casi i loro due governi sono contro gli ideali democratici di base dell'Unione. E in più si aggiunge il loro accaparramento di finanziamenti che gli offre l'Europa senza collaborare alla costruzione dello Stato Europeo.
 
Infine non posso dimenticare che, quando viaggiavo molto spesso per lavoro, se avevo occasione di incontrare e parlare con un persona di lingua inglese senza capire subito l'origine, chiedevo di che nazionalità fosse (please where do you come from); gli americani mi rispondevano "I come from the United States" oppure "I am American" e non sempre aggiungevano il nome dello Stato di origine come California, o Massachusetts, ecc.
 
Noi Europei dovremmo arrivare ad avere un "feeling" simile cioè sentirci come loro e dire - io già l'ho fatto in alcuni casi - "I come from Europe and I am Italian (qualche volta aggiungevo "from Naples".
 
Ci arriveranno mai gli Europei? Sicuramente no le generazioni del secolo scorso; forse pochi fra i "millennials"; probabilmente la generazione nata a metà di questo secolo. Forse anche i britannici ....repubblicani.
 
Ma ciò sarà possibile se i giovanissimi di oggi, compresa qualche "sardina" europea diventerà forte decisore al governo in ogni Stato.
 
 

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