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Il Blog di Gennaro Aprea: commenti sulle notizie, pensieri e idee dell'autore.

 

Questa è la pagina che si svilupperà di più divenendo simile ad un blog. E diventerà una serie di pagine e di articoli.

 

Scriverò di tutto su tutto, cose importanti e cose futili e banali, su alcuni punti mi attirerò gli improperi di molte persone che la pensano all’opposto di me; queste molte persone in alcuni casi, per esempio il calcio, sono la maggioranza degli italiani.

 

Le critiche saranno tutte ben gradite ma non vorrei che le discussioni divenissero uno scambio di parolacce, come purtroppo succede spesso in Italia, anche, e soprattutto ahimè, in televisione. Mi ritengo una persona civile quindi non intavolerò alcuno scambio di idee con quel tipo di persone che parlano male ed "ipocritamente in televisione le loro parole sono coperte da fischietti vari". Alcune volte una parolaccia ci può anche stare, ma non deve diventare un intercalare abituale ed essere usata con l’unico intento di offendere.

 

Sono un puritano e conservatore? Non mi considero tale nonostante quanto ho appena detto, anzi…...

 

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Di Gennaro Aprea (del 16/08/2019 @ 17:00:13, in L) Zero-carbonio, cliccato 19 volte)
COMUNICAZIONE AL POPOLO ....SULLA SITUAZIONE AMBIENTALE
 
Non ho avuto il coraggio di completare il titolo di questo articolo perché qualcuno potrebbe sicuramente accusarmi che non siamo solo buoi, ma anche tori....in effetti ce ne sono alcuni in giro, quelli che strillano e hanno "incornato " molta gente con gli immigrati, la quota 100, la flat tax, la TAV, TAP, ecc.
 
Ma lo scopo di questo mio scritto è solo di ribadire ciò che cerco di fare predicando da tempo - spero non noiosamente - che le cose importanti che accadono a livello mondiale e internazionale su questo argomento, in Italia non sono comunicate come sarebbe necessario; e avviene invece in altri paesi esteri.
 
Tutti noi sappiamo che i problemi della sostenibilità ambientale sono lungi da essere presi in considerazione dal nostro attuale - ahimè - governo. Ma l'opposizione non è da meno: ricordo la priorità ribadita a questi problemi dal PD durante la campagna elettorale; ora pressoché zero. I Verdi non esistono o comunque non li sentiamo, ecc. e non voglio infierire sul resto dei politici.
Ho lasciato passare volutamente molti giorni prima di pubblicare questo articolo perché ho aspettato invano che qualcuno si ricordasse - e vi sono state molte occasioni per farlo per annunci che riguardavano da vicino questo argomento - di questa notizia.
 
Ed ecco qualcosa di eclatante che conferma la mancata comunicazione di notizie importanti alla gente comune.
 
26 luglio 2019
La sezione europea del movimento "350.org" americano, una delle numerose sorgenti di informazione dal quale ricevo regolarmente notizie sulle iniziative, comunica che il direttivo della EIB (European Investment Bank) ha emesso una nuova politica nella quale a partire da fine 2020 sarà interrotto qualsiasi tipo di investimento in progetti in favore delle fonti di energia fossili.
Leggo il titolo-estratto che riporto al 100%:  "Bye-bye fossil fuels, hello renewables and energy efficiency!". Poi continua : "...E' il tempo perfetto nel bel mezzo di una ondata di calore che ha battuto tutti i record la nuova politica della Banca Europea degli Investimenti per interrompere ogni finanziamento alle fonti fossili, che è come un soffio di aria fresca.
350.org continua affermando che le imprese del carbone, petrolio e gas dovranno bussare ad altre porte per ottenere il denaro necessario a mantenere in vita i loro progetti distruttivi perché la banca europea sarà chiusa ai loro progetti.
 
Secondo i nostri amici americani le notizie più importanti sono tre:
-  E' la prova che la potenza della gente comune funziona; e le migliaia
  di persone che hanno preso posizione online e nelle strade per chiedere
   che la EIB divenga libera da impegni sulle fossili ha avuto un impatto
   significativo grazie alla pressione dell'opinione pubblica (e la banca
  stessa lo ha riconosciuto)
-  E' un altro temporale sull'industria delle fossili: essa non potrà continuare
  a scavare e bruciare senza accesso ai finanziamenti; e le banche private
  tendono a seguire le direzioni delle banche pubbliche come la EIB
-  E' un passo coraggioso verso la soluzione della crisi ambientale che porta
   nuove speranze per l'Unione Europea con energie rinnovabili
   nelle mani delle comunità 
   
Infine ho letto una parte saliente del progetto della EIB (circa 40 pagine) che è disponibile sulle news di 350.org.
 
Di fronte a questa notizia eclatante, mi precipito a leggere la notizia sulla Repubblica cui sono abbonato, nelle pagine di economia, poi apro il supplemento "Economia e Finanza" uscito il giorno prima, poi chiedo ad un amico che legge il Corriere....: silenzio dalla stampa! E mi chiedo: è possibile che dobbiamo ottenere queste notizie da iniziative ecologisti americani?
 
Vado un po' più a fondo e trovo finalmente un appiglio: è Il Sole 24 ore Radiocor Plus che ha ripreso la notizia dal Guardian, uno dei migliori quotidiani europei. Poi più niente sui media italiani, Radio e TV comprese.
 
Allora, di fronte a questa situazione mi cadono le braccia....ma infine sono un po' confortato da un articolo di Federico Rampini su La Repubblica del 28 luglio intitolato . "Repubblica per il clima" nel quale l'articolista, fra l'altro, informa che in occasione del prossimo vertice delle Nazioni Unite a New York il 23 settembre sull'emergenza climatica, il nostro quotidiano coinvolgerà i lettori in una settimana di "massima attenzione" ai temi ambientali con inchieste e approfondimenti a partire dal 16 settembre.
Riporto un'altra frase dell'articolo di Rampini: ..."Non sempre gli scienziati hanno saputo parlare il linguaggio più accessibile; non sempre i media hanno attinto alle loro capacità."
Mi ha fatto molto piacere leggerla perché rispecchia ciò che da anni nel mio piccolo cerco di  trasmettere ai miei lettori.
 
  
 
 
Di Gennaro Aprea (del 12/08/2019 @ 17:16:51, in Zero-carbonio, cliccato 17 volte)

Questo articolo è stato scritto da Luca Re di QualEnergia, il portale di notizie tecniche ed economiche destinato agli "addetti ai lavori" del mondo della sostenibilità ambientale. Quindi le notizie che leggerete non raggiungerebbero i miei lettori, cioè chi attinge ai normali media e social. Che sono invece importantissime e utili per tutti.

Come potete notare l'articolo è un estratto dello scritto originale in inglese pubblicato dall'IPCC.

L’eccessivo sfruttamento dei terreni che accelera il cambiamento climatico 

 

Luca Re  

 

Il rapporto speciale dell’IPCC sui cambiamenti climatici e l’uso delle risorse naturali da parte dell’uomo. Dati e riflessioni in sintesi.  

 

Il suolo è una risorsa “critica” per il futuro del nostro Pianeta, perché il modo in cui sfruttiamo la superficie terrestre per soddisfare i nostri bisogni – produrre energia, coltivare, dissetarci e così via – ha un impatto crescente sui cambiamenti climatici.  

 

Questo è il messaggio centrale che l’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change, l’organismo delle Nazioni Unite che studia l’evoluzione del clima) ha voluto trasmettere con il suo rapporto speciale Climate Change and Land, presentato oggi, giovedì 8 agosto, a Ginevra. 

 

Mentre il rapporto uscito lo scorso ottobre si era concentrato sulla necessità di ridurre velocemente le emissioni di anidride carbonica per limitare a +1,5-2 gradi l’aumento delle temperature medie entro fine secolo, rispetto all’età preindustriale, il nuovo studio approfondisce le relazioni tra l’uso dei terreni e il surriscaldamento globale.  

 

Perché l’uso “sostenibile” dei terreni è di fondamentale importanza, avvertono gli scienziati dell’IPCC. 

 

Le foreste, i boschi, le aree coperte in tutto o in parte di vegetazione (paludi e acquitrini, ad esempio), sono bacini naturali (cosiddetti carbon sink) capaci di trattenere la CO2, quindi le attività umane incontrollate, come l’agricoltura intensiva, gli allevamenti di bestiame su vasta scala, la deforestazione, finiscono per peggiorare il bilancio climatico complessivo. 

 

Tanto che ogni anno arriva in anticipo il “giorno del sorpasso”, Overshoot Day (nel 2019 è stato il 29 luglio), il giorno in cui la Terra esaurisce tutte le risorse naturali a disposizione dell’uomo per dodici mesi.  

 

In altre parole: la popolazione mondiale vive sopra le sue reali possibilità, perché chiede agli ecosistemi terrestri più energia, più cibo, più acqua, più materie prime, rispetto a quello che gli ecosistemi sono in grado di offrire alle persone conservando un equilibrio ecologico.  

 

Così il rapporto speciale dell’IPCC si focalizza su temi come la biodiversità, l’alimentazione, le risorse idriche, il degradamento dei suoli (desertificazione, siccità), la distruzione degli ambienti naturali.  

 

Il punto è che lo sfruttamento eccessivo della superficie terrestre contribuisce a velocizzare il cambiamento climatico, e il cambiamento climatico a sua volta contribuisce a deteriorare sempre di più gli ecosistemi, perché gli eventi “estremi” – ondate di calore, alluvioni, siccità – diventano più intensi e frequenti producendo conseguenze rovinose, come l’erosione dei suoli, le frane, la scomparsa del permafrost.  

 

Gli incendi che stanno devastando la Siberia e lo scioglimento record dei ghiacci in Groenlandia (ad un livello di previsto finora solo nel 2070) sono esempi recentissimi di quanto il cambiamento climatico antropogenico (innescato dalle attività umane) stia facendo scomparire enormi fette del capitale naturale che la Terra ha messo a nostra disposizione.  

 

Guerre, conflitti tribali, migrazioni, sono altre conseguenze, stavolta sul piano sociale e geopolitico, che si dovranno affrontare in relazione al cambiamento climatico, evidenziano gli esperti dell’IPCC, soprattutto nelle regioni più povere ed esposte al cosiddetto “climate risk” (vedi anche qui).  

 

E poi c’è il seguente problema irrisolto: quasi tutti gli scenari che prevedono di contenere sotto 2 gradi il surriscaldamento terrestre, si legge nella sintesi dello studio speciale dell’IPCC, si affidano in varia misura alle soluzioni per rimuovere dall’atmosfera le emissioni di CO2.  

 

Si parla ad esempio di tecnologie per “catturare” l’anidride carbonica degli impianti industriali (CCS: Carbon Capture and Storage) in particolar modo quelle applicate alle bioenergie; di massicci interventi di rimboschimento/riforestazione, di aumentare la tutela e la conservazione degli ambienti naturali.

 Tutto dipenderà da quanto rapidamente l’uomo riuscirà a tagliare le emissioni inquinanti nei prossimi 10-20 anni nei vari settori: trasporti, produzione energetica, agricoltura, industrie, edifici.  

 

Tenendo presente che per catturare ingenti quantità di CO2 con le bioenergie o le riforestazioni si rischierà di generare una crescente competizione tra i differenti utilizzi dei terreni: per le colture alimentari, per le piantagioni destinate a produrre energia o carburanti biologici, per rigenerare gli ecosistemi danneggiati… Il punto è che “convertire” una certa area da un uso a un altro, ad esempio da foresta a terreno agricolo oppure viceversa, ha sempre un suo costo o un effetto secondario indesiderato, come la perdita di biodiversità e il minore assorbimento di CO2, nel primo caso, la minore sicurezza alimentare nel secondo.  

 

In definitiva, ammonisce l’IPCC, l’uomo dovrà imparare – e dovrà farlo molto in fretta – a gestire in maniera molto più attenta responsabile le risorse naturali, a ridurre gli sprechi idrici e alimentari anche attraverso delle modifiche alla dieta (minore consumo di carne), a diffondere soluzioni di economia circolare per riutilizzare il più possibile le materie prime. Documento allegato (pdf in inglese):

 

 

·         La sintesi del rapporto speciale IPCC Climate Change and Land 

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Tags: agricoltura, biodiversità, bioenergie, cambiamento climatico, capitale naturale, deforestazione, emissioni CO2, overshoot day, rapporto IPCC, risorse naturali,

 
Di Gennaro Aprea (del 09/07/2019 @ 19:51:07, in A) Aziende, innovazione, produttività, costi, ecc., cliccato 26 volte)
RISTORANTI  E  NO
 
21 maggio 2019 - Noli (SV).
Noli è un delizioso paesino della costa ligure occidentale con un borgo antico che invita gli appassionati di fotografia a scattare su edifici e angoli molto belli e ben conservati. A chi non vi è mai stato, consiglio vivamente una visita.
Siamo in 4 di cui 2 francesi ed è ora di pranzo.
Diamo un'occhiata intorno e sulla passeggiata a mare piena di verde c'è una costruzione che sembra un ristorante. Ci avviciniamo e l'ipotesi si dimostra esatta.
E' una giornata con nuvole, un po' di vento e ogni tanto sembra che voglia piovere, come è successo spesso  in quei giorni di maggio in Liguria. Temperatura fresca nonostante gli intervalli di sole.
 
L'interno è moderno e ben arredato con grandi vetrate sulla spiaggia; e non c'è molta gente, che comunque parla a voce normale.
Si avvicina una cameriera non giovanissima che inizia a scusarsi per il vento raccontandoci che una forte mareggiata di due giorni prima ha distrutto l'intero livello spiaggia del complesso distruggendo il piccolo stabilimento balneare. E' una persona che sa come porgersi e familiarizzare con i clienti. Poi offre i menù e ci suggerisce un aperitivo. Scegliamo un bicchiere di prosecco che ci viene servito subito da un cameriere insieme a dei gustosi stuzzichini.
 
I due piatti scelti, ciascuno differente fra noi quattro, sono tutti ottimi, serviti e presentati in maniera egregia, senza attese particolari. Poco dopo il dessert la signora ci chiede come mai siamo in vacanza con questo tempo instabile. Lo fa in maniera così gentile senza un filo di curiosità inquisitoria che le rispondiamo volentieri.
Poi ci racconta che il suo ristorante (la signora si rivela inaspettatamente la proprietaria) ha 140 anni di vita e appartiene quasi alla stessa famiglia da allora; così ci mostra alcune fotografie dell'edificio del 1800 ed alcuni clienti inglesi e tedeschi in costume d'epoca. Evidentemente a Noli vi è una solida tradizione turistica.
 
Il conto è più che ragionevole e siamo molto soddisfatti della nostra scelta. Io, che sono pignolo e scocciatore, avevo prima solo suggerito di servire le portate calde con i piatti più caldi.
 
A questo punto non posso fare a meno di dirvi il nome del ristorante e consigliarvelo caldamente: BAIANITA viale Marconi
Vi assicuro che nessuno di noi ha un qualche interesse in questa azienda modello.
 
 
4 luglio 2019 - "TRATTORIA TROMBETTA " Milano Largo Bellintani, piccolo slargo a fianco di una chiesetta su viale Tunisia.
 
Siamo in sette, dai 60 ai 90 anni, tutti abbastanza giovanili, ed è la prima volta che proviamo questo ristorante previa prenotazione alle 20.30. Si presenta molto bene con una veranda esterna e l'interno condizionato da ristorante di lusso - altro che trattoria - con arredamento moderno e piacevole. Non vi sono tavoli quadrati o tondi ma per noi sette uniscono tre quadrati da 4, cosicché per parlarci ai due capi del lungo tavolo ricavato dobbiamo alzare la voce; e ciò vale anche per gli altri gruppi di commensali. Il ristorante è quasi pieno (non nella veranda esterna) e noto un cameriere più tre giovani signorine che si muovono velocemente.
 
Prima che qualcuno si avvicini passano buoni 20 minuti. e ci portano i menù.
Notiamo tutti che la lista delle vivande è limitata ed offre soprattutto piatti invernali...con questo caldo. Siamo abbastanza rapidi per decidere e quando si avvicina una delle fanciulle, chiediamo se è disponibile del pesce (inesistente nel menù), che viene ordinato da 4 di noi per l'antipasto, "i princìpi" che consiste in piovra bollita fredda con patate, e per il piatto forte.
La ragazza ci chiede se vogliamo l'aperitivo e ordiniamo il solito prosecco, scelto dal ristorante di alta qualità e servito senza il minimo accenno di stuzzichini, con la camerierina che tenta di vuotare la bottiglia intera nei 7 bicchieri.... Ne resta pochissimo e viene regolarmente messo nel secchio col ghiaccio, mentre si riscalda nei bicchieri perché non siamo abituati a buttarlo tutto giù per la gola in un colpo.
Nel frattempo è passata un'ora e un quarto.
Per il secondo piatto attendiamo altri 35 minuti! I  piatti per fortuna sono caldi. Morale: è passata un'altra ora e dieci, cioè siamo alle 11 meno 20. Attendiamo ancora per riavere il menù  e ordinare.
Io, da solito pignolo, faccio presente alla giovane ed inesperta cameriera che versa la seconda bottiglia di prosecco, che non si versa mai un vino, anche se si tratta di una bottiglia gemella, nei bicchieri ancora pieni.
 
Non voglio annoiarvi oltre ma vi assicuro che ne sono successe altre di belle, soprattutto nel servizio che si può classificare meno che miserevole.
Qualità delle vivande: 6 meno su 10. Prezzi abbastanza esagerati, specialmente per il prosecco.
Essendo lontani e dato il rumore forte del chiacchiericcio, alcuni di noi si sono spostati di posto scambiando il proprio per poter parlare con gli amici lontani. E' possibile che un locale come il "Trombetta" che mi sembra si dia tante arie, non possa insonorizzare  le pareti ed il soffitto?
Siamo fuori alle 23.40 !....finalmente!
 
 
PS - sono andato su Google TripAdvisor per vedere i giudizi su questo locale milanese: la maggiorana sono positivi (ma le recensioni disponibili dei commensali sono solo positive e non ve n'è una sola negativa). Tutte quelle disponibili sono del 2016 e 2017 .
Ho trovato questa classifica:
Eccellente           83
Molto buono      119
Nella media         50
Scarso                  23
Pessimo                9
 
Dunque ci sono ristoranti SI e ristoranti NO, tutti più o meno a sorpresa.
 
 
Di Gennaro Aprea (del 30/06/2019 @ 17:23:03, in I) Sport e Calcio, cliccato 28 volte)
CALCIO  FEMMINILE,  C'E'  QUALCOSA  DI  NUOVO?
 
Da qualche giorno a questa parte i media hanno parlato molto di questa novità che finora non aveva avuto molto riscontro nelle trasmissioni sportive. Le ragioni sono probabilmente dovute al fatto che le donne pretendono giustamente di essere considerate almeno alla pari degli uomini in tutti i campi e soprattutto al campionato mondiale in questo sport, finora considerato dagli uomini - e da molte donne/mogli/sorelle/compagne - solo per gli uomini.  Questa cosa nuova è più che benvenuta.
 
Inoltre le squadre di calcio femminili sono formate e giocate unicamente da dilettanti, cosa che per me è un pregio in quanto, come ben sapete rileggendo i miei precedenti articoli su questa Sezione "Sport  e calcio", non apprezzo questo gioco che non sa più di sport ma solo di investimenti finanziari.
Situazione quest'ultima che è cominciata verso il 1978 intorno alla fine del Campionato del Mondo che tutti gli anziani come me non mancavano mai di seguire in un grande gruppo di amici tutti tifosi, fino a  quando la squadra italiana raggiunse la finale battendo la Germania 4 a 3, rimontando un punteggio di 3 a 2 per la squadra tedesca. Poi l'Italia perse con il Brasile ma successivamente il calcio perse molto della sua sportività con il risultato penoso che abbiamo di fronte oggi, specialmente in Italia.
 
In questi giorni avevo guardato meno distrattamente le notizie della cronaca sportiva e le scene/risultati delle partite della squadra italiana femminile che esaltavano queste ragazze per la loro bravura e sportività di dilettanti. Tutti erano entusiasti della loro bravura; anche mia moglie che non ama questo spettacolo, aveva dato una discreta attenzione.
 
Quindi, arrivati alla partita dei quarti di finale Italia-Olanda, ho deciso di seguirla tutta in diretta alla televisione.
Comportamento delle italiane nel primo tempo non all'altezza delle avversarie (non perché professioniste nel loro paese) anche se sono riuscite a non subire alcun goal per pura fortuna. Lo ha confermato anche la D.T. nell'intervallo, commentando il loro comportamento.
 
Inizio del secondo tempo penoso, tutte nervose al massimo con un gioco da squadretta dell'oratorio. Hanno cominciato a fare numerosi falli deliberati di tutti i generi, dalla presa della maglia agli sgambetti  alle gomitate e spinte, tutti fermati dall'Arbitra, cose che aggravavano la loro condizioni di inferiorità; due o tre hanno anche ricevuto il cartellino giallo.
 
In quel momento mi sono venuti in mente i calciatori uomini.  Mi sono detto: dilettanti donne che imitano i peggiori professionisti maschi dell'"ex sport" calcio; e ho ricordato anche alcune brevi scene delle precedenti partite femminili dove l'imitazione era altrettanto penosa, cioè gli abbracci esagerati con l'esecutrice del goal poi stesa a terra e coperta dai corpi delle compagne che la baciano a più non posso.
Queste scene ridicole fanno sì che di solito il mio dito cambia canale quando per caso appaiono durante un telegiornale.
 
Da notare che le squadre straniere non fanno queste cose, uomini e donne. E persino in Italia i rugbisti sono molto più seri e veramente sportivi.
 
Per me: calcio femminile, che aspira a divenire professionale, se continua così: AMEN
E se le calciatrici diventano professioniste, vi sarà un nuovo "mercato femminile"?
 
Di Gennaro Aprea (del 30/06/2019 @ 15:39:55, in F) Questa è l'Italia, cliccato 37 volte)
ADDIO PONTE MORANDI
 
Dopo poco meno di 11 mesi dal 14 agosto 2018 quando crollò il Ponte Morandi, c'è stato lo show della distruzione dell'ultimo manufatto che ha creato decine di migliaia di tonnellate di detriti, per non parlare dei 43 morti.
Francesco Merlo di Repubblica ha scritto ieri 29 maggio un articolo superlativo che "critica" il grido di gioia e la festa dei politici alla vista del crollo di questa vergogna italiana.
 
Io vorrei solo far notare a tutti che, a pochi giorni dal disastro, i numerosi cosiddetti politici esperti, dopo aver consultato - forse ? - alcuni tecnici, affermarono che si sarebbero fatti miracoli, cioè tirar giù in 3 mesi tutti i resti del ponte; ed il nuovo ponte sarebbe stato pronto dopo 1 anno. Sono certo che molti di voi lo ricordano. Giornali, radio e TV erano pieni di queste notizie.
In ottobre 2018 il Sindaco di Genova Marco Bucci, nominato Commissario per la ricostruzione, non hai mai negato queste previsioni e disse più volte che qui a Genova faremo presto a risolvere il problema della mancanza di questa arteria indispensabile che ha creato problemi ai genovesi in quanto lavoratori e ai traffici commerciali con conseguenze negative per le attività economiche. E non ha mai smentito queste previsioni.
La realtà è che gli eccessivi ritardi sono dovuti alla lentezza burocratica (discussioni fra esperti) delle ricerche per accertare le cause del crollo.
 
Se ho ben capito, il nuovo bellissimo ponte di Renzo Piano dovrà utilizzare la stessa parte di territorio dove sono ora i detriti, quindi per il completamento della sua costruzione si dovrà attendere che il terreno sia sgombro. Quanto tempo ci vorrà? e dove andranno a finire le decine di migliaia di tonnellate di acciaio e cemento armato fatto di detriti di dimensioni notevoli?
Se la realtà dei tempi è proporzionale alle previsioni iniziali, l'inizio dei lavori sarà non prima di 4 a 5 volte i mesi previsti nel 2018,cioè 12-15 mesi....
 
E il nuovo bellissimo ponte di Renzo Piano, quando sarà disponibile per ricostituire il traffico fra le zone est ed ovest di Genova?
In effetti la sua preparazione è già in uno stadio avanzato perché, essendo interamente in acciaio, le varie parti sono in parte già pronte; ed è appena iniziata la prima fondazione in cemento dei piloni che sosterranno le strutture stradali nelle zone ove non vi sono i detriti.
Vi sono quindi previsioni positive (Marco Ansaldo - La Repubblica) grazie al lavoro che un gruppo di grandi aziende specializzate unite nella società "Per Genova" sta facendo.
"Consegna prevista dicembre 2019. Percorribilità 15 aprile 2020", cioè meno di un anno dopo rispetto alle previsioni del 2018. Bene!
Tutto ciò grazie al progetto del grande Architetto Piano.
 
Vorrei comunque che qualcuno mi rassicurasse; e che i giornalisti seguissero accuratamente questi sviluppi perché è assolutamente necessario che l'Italia che vediamo in questo periodo non può continuare ad essere in genere così poco seria e affidabile.... Già ne stiamo dando dimostrazione in questi ultimi tempi.
 
 

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